“Mortificato il lavoro dei Centri antiviolenza e di tante associazioni italiane”

Quali siano le reali motivazioni che hanno portato all’esclusione dalla “Conferenza internazionale sulla violenza contro le donne” di alcune delle associazioni italiane più impegnate ogni giorno nella lotta contro questo fenomeno e a sostegno delle vittime di abusi. Lo chiede Susanna Cenni, parlamentare del Partito democratico che, in un’interrogazione rivolta ai ministri per le Pari opportunità e al ministro degli Affari esteri, ha raccolto le istanze di numerose associazioni e di Centri antiviolenza italiani, esclusi dall’incontro promosso nei giorni scorsi a Roma dal dipartimento per le Pari Opportunità con il Ministero degli Affari esteri, nell’ambito della presidenza italiana del G8. L’interrogazione, depositata oggi, giovedì 17 settembre, è stata poi sottoscritta e condivisa anche dalle parlamentari Sandra Zampa; Sabina Rossa; Delia Murer; Laura Froner; Lucia Codurelli; Teresa Bellanova; Manuela Ghizzoni; Chiara Braga; Amalia Schirru; Maria Grazia Gatti; Silvia Velo; Carmen Motta; Donata Lenzi; Marialuisa Gnecchi; Giuseppina Servodio e Caterina Pes.

“Alla ministro Mara Carfagna – afferma Cenni – chiediamo quale sia la motivazione che ha portato all’esclusione di associazioni come l’Udi, dal 1945 impegnata nella lotta per la difesa dei diritti delle donne, che in un anno ha toccato ogni città italiana coinvolgendo istituzioni, personalità e tantissime donne in una carovana contro la violenza che si concluderà a Brescia il 25 novembre, proprio in occasione della Giornata internazionale contro la violenza. Tra le escluse anche DI.Re, attiva in oltre cinquanta Centri antiviolenza su tutto il territorio nazionale e che, tra l’altro, ha collaborato con il Dicastero per le Pari opportunità consegnando alla ministro Carfagna “l’elaborato per un Piano Nazionale contro la violenza alle donne”.

“La Conferenza di Roma avrebbe dovuto valorizzare l’esperienza di tutte le componenti associazionistiche e sociali che si occupano di difesa dei diritti umani delle donne, senza distinguo”. “In Italia – spiega Susanna Cenni – sono tantissime le associazioni e i Centri antiviolenza impegnati con proprie risorse e attraverso centinaia di volontari. Queste esperienze rappresentano una straordinaria risorsa per il Paese, che è stata ingiustamente mortificata dall’esclusione dai lavori di una Conferenza di cui abbiamo condiviso gli obiettivi, ma non il metodo. La ministro ha perso una importante occasione di coinvolgimento e valorizzazione di un pezzo fondamentale di società civile e di tante volontarie impegnate ogni giorno sul campo. Non è con l’invito a portare un fiore bianco che si fanno passi avanti contro un fenomeno che lo stesso presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha definito ‘uno dei peggiori mali che una civile democrazia ha il dovere di sconfiggere’”.

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