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	<title>Commenti a: Cenni e Cuperlo: “Ranza esempio positivo rispetto alla realtà carceraria italiana”</title>
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	<description>Un diario di viaggio da scrivere insieme</description>
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		<title>Di: Andremarr</title>
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		<dc:creator>Andremarr</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Aug 2008 16:06:09 +0000</pubDate>
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		<description>Cara Susanna ho seguito sui giornali la vostra iniziativa in merito alla visita al carcere di Ranza per Ferragosto. Il carcere di Ranza a a San Gimignano è filglio fin dall&#039;inizio di scelte sbagliate.  L&#039;unica scelta invece, positiva fi da subito,  fu quella di &quot;liberare&quot; il vecchio complesso del San Domenico (pari la 7-8%  del centro storico patrimonio dell&#039;Unesco) da un carcere nei primi anni novanta.
La scelta della nuova casa di reclusione nella località di Ranza si è rivelata critica fin da subito  per una serie di scelte logistiche: la casa è sotto il piano della strada di accesso e che costeggia l&#039;edificio (chi è di ronda è semplicemtne un bersaglio mobile); le carenze infrastrutturali (approvvigionamento idrico in primis - tramite pozzi - erano note); carenze di alloggi per il personanle, spesso non residente, con redditi al palo, costretti a case in affitto, con scarsa possibilità di mobilità (a questo aspetto si è cercato di dare risposte con il Piano Strutturale recentemente approvato dal Consiglio comunale); una direzione del penitenziario negli anni non sempre &quot;brillante&quot;, come invece appare quella attuale.
Tuttavia è importante, nel nostro piccolo come PD di San Gimignano lo stiamo facendo, avere una interlocuzione con le rappresentanze sindacali e gli operatori (qualcuno è anche di San Gimignano!) che là dentro svolgono il proprio lavoro. Sono proprio loro a raccontarmi di una situazione insostenibile: carenza di oganico cronica, con i rischi annessi e connessi in termini di sicurezza, stress e pressione derivante dal fatto di lavorare in un contesto del genere (nei periodi di mancanza d&#039;acqua non è semplice &quot;gestire&quot; i detenuti, per esempio!); doppi turni; una squalificazione del proprio lavoro, spesso condotto con pochezza di mezzi. Nel mese scorso è mancata la carta per due settimane per le fotocopie, per dire la più banale delle situazioni.
A questi problemi si somma IL problema: un taglio piuttosto consitente e costante nel tempo alle risorse per il comparto penitenziario. E non solo da parte del Governo Berlusconi, purtroppo. Insomma, siamo alle solite: inutile e demagogico parlare di sicurezza (in questo il centrodestra è maestro) se non si aggredisce il problema a 360°. Il che significa affrontare con decisione e risorse adeguate il tema della legalità e della giustizia (e dunque anche della sua organizzazione).
Ovviamente, assieme a voi, il PD di San Gimignano farà la sua parte per innalzare la qualità della struttura e la qualità della vità di chi nella struttura opera.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Cara Susanna ho seguito sui giornali la vostra iniziativa in merito alla visita al carcere di Ranza per Ferragosto. Il carcere di Ranza a a San Gimignano è filglio fin dall&#8217;inizio di scelte sbagliate.  L&#8217;unica scelta invece, positiva fi da subito,  fu quella di &#8220;liberare&#8221; il vecchio complesso del San Domenico (pari la 7-8%  del centro storico patrimonio dell&#8217;Unesco) da un carcere nei primi anni novanta.<br />
La scelta della nuova casa di reclusione nella località di Ranza si è rivelata critica fin da subito  per una serie di scelte logistiche: la casa è sotto il piano della strada di accesso e che costeggia l&#8217;edificio (chi è di ronda è semplicemtne un bersaglio mobile); le carenze infrastrutturali (approvvigionamento idrico in primis &#8211; tramite pozzi &#8211; erano note); carenze di alloggi per il personanle, spesso non residente, con redditi al palo, costretti a case in affitto, con scarsa possibilità di mobilità (a questo aspetto si è cercato di dare risposte con il Piano Strutturale recentemente approvato dal Consiglio comunale); una direzione del penitenziario negli anni non sempre &#8220;brillante&#8221;, come invece appare quella attuale.<br />
Tuttavia è importante, nel nostro piccolo come PD di San Gimignano lo stiamo facendo, avere una interlocuzione con le rappresentanze sindacali e gli operatori (qualcuno è anche di San Gimignano!) che là dentro svolgono il proprio lavoro. Sono proprio loro a raccontarmi di una situazione insostenibile: carenza di oganico cronica, con i rischi annessi e connessi in termini di sicurezza, stress e pressione derivante dal fatto di lavorare in un contesto del genere (nei periodi di mancanza d&#8217;acqua non è semplice &#8220;gestire&#8221; i detenuti, per esempio!); doppi turni; una squalificazione del proprio lavoro, spesso condotto con pochezza di mezzi. Nel mese scorso è mancata la carta per due settimane per le fotocopie, per dire la più banale delle situazioni.<br />
A questi problemi si somma IL problema: un taglio piuttosto consitente e costante nel tempo alle risorse per il comparto penitenziario. E non solo da parte del Governo Berlusconi, purtroppo. Insomma, siamo alle solite: inutile e demagogico parlare di sicurezza (in questo il centrodestra è maestro) se non si aggredisce il problema a 360°. Il che significa affrontare con decisione e risorse adeguate il tema della legalità e della giustizia (e dunque anche della sua organizzazione).<br />
Ovviamente, assieme a voi, il PD di San Gimignano farà la sua parte per innalzare la qualità della struttura e la qualità della vità di chi nella struttura opera.</p>
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