A Scalvaia per ricordare una pagina della nostra storia

Sabato 24 aprile sarò a Monticiano, invitata dalle istituzioni cittadine e dall’associazione dei partigiani per ricordare l’eccidio nazi-fascista di Scalvaia. Giusto un mese fa, il monumento ai caduti fu imbrattato da alcuni vandali, che avevano rivendicato il gesto con un farneticante volantino di matrice fascista. Un atto gravissimo che ci ha turbato tutti. Un gesto che ha offeso la memoria e la storia di un paese, di una regione, di una popolazione che hanno lottato in prima persona per riportare la democrazia in Italia e per chiudere la triste parentesi della dittatura fascista.
Sono passati 66 anni da quell’11 marzo del 1944 in cui dieci giovani partigiani appartenenti alla Brigata Garibaldi “Spartaco Lavagnini” venivano uccisi dai fascisti come rappresaglia per un’azione partigiana nella quale venne ucciso l’autista del capo della Provincia di Grosseto, Alceo Ercolani. Alizzardo Avi; Alvaro Avi; Cesare Borri; Solimano Boschi; Armando Fabbri; Ezio Filippini Azelio Pieri; Liliano Antonucci; Aldo Mari; Faustino Masi. Il più vecchio di loro aveva 22 anni.
Oggi possiamo fare qualcosa per far vivere questi ragazzi coraggiosi. Possiamo ricordare. Un impegno  lacerante visto le tragedie e i lutti che hanno colpito le nostre terre durante la fine del secondo conflitto mondiale. Un impegno doloroso, ma necessario se vogliamo che l’esercizio della memoria sia un processo attivo che serva a conoscere la nostra storia e darci la rotta per il futuro.
L’eccidio di Scalvaia, nel computo drammatico di quei giorni, fu uno dei tanti episodi, seppur gravissimo, di cronaca di una guerra ormai proiettata alla distruzione e alla violenza più efferata, alla quale si abbandonarono gruppi di nazi-fascisti, ormai sicuri della sconfitta. Nessun cedimento all’onore e alla pietà, ma solo alla ferocia e alla distruzione. Una viltà che la storia ha condannato e che la memoria deve tenere viva, per far comprendere alle generazioni più giovani il ruolo che ebbero le forze in campo in quei giorni drammatici.
Domenica anche a Siena si celebrerà il 25 aprile: il ritrovo del corteo è fissato alle ore 16.15 a La Lizza e arriverà in Piazza del Campo. A partire dalle ore 19.30, al teatro dei Rozzi, ci sarà lo spettacolo “Senza confini: ebrei e zingari” scritto ed interpretato da Moni Ovadia.

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    1 commento


    1. SONO RIMASTO SENZA PAROLE
      E’ STATO UN GESTO VERAMENTE IGNOBILE.
      FORZA SUSANNA,FORZA PD,
      UN CARO SALUTO
      MAURO SIOTTO

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