A Siena l’iniziativa che fa il punto sulle politiche anticontraffazione e sulle proposte Pd

“La contraffazione tocca tutti i settori produttivi determinando, nonostante gli sforzi delle forze dell’ordine e delle istituzioni, una vera e propria economia parallela che sottrae 17 miliardi e 773 milioni di euro di produzione. Un fenomeno che, secondo i dati del Censis, determina un fatturato di oltre 6 miliardi (corrispondente allo 0,45 per cento del prodotto interno lordo italiano), oltre 5 miliardi di evasione fiscale (circa il 2 per cento delle entrate) e facendo perdere 105 mila posti di lavoro”. Con i dati oramai noti del fenomeno del falso Made in Italy che probabilmente saranno aggiornati dagli convegni di questi giorni del Mise, Susanna Cenni, capogruppo Pd della commissione di indagine sul fenomeno della contraffazione, ha aperto a Siena i lavori della riflessione intitolata “Quanto costa la contraffazione? Lavoro nero, evasione, mafie e falso Made in Italy”.

L’iniziativa, coordinata dal giornalista Marzio Fatucchi, è stata ospitata ieri a Siena e ha visto alternarsi nei due tavoli di discussione rappresentanti delle istituzioni, forze dell’ordine, consorzi di tutela, associazioni di impresa, sindacali, agricole e della cooperazione per fotografare al meglio i singoli settori produttivi che, quasi quotidianamente, devono fare i conti con un fenomeno pervasivo come quello della contraffazione. L’iniziativa di Siena si è tenuta alla vigilia della settimana anticontraffazione ideata dalla Direzione Generale per la lotta alla contraffazione-UIBM del Ministero dello Sviluppo economico e realizzata dalle associazioni di consumatori, che si svolgerà fino al 17 giugno, a Roma, Milano e Palermo.

Una proposta di legge del Pd per la disciplina delle filiere etiche di produzione, importazione e distribuzione. “Il lavoro della commissione di inchiesta ci ha dato importanti indicazioni con le audizioni di procure, imprese, associazioni e con i risultati di alcune importanti indagini – ha ricordato Cenni – In questa direzione va la proposta di legge che abbiamo depositato e che è incardinata in commissione attività produttive”. Il testo, formato da 8 articoli, si pone l’obiettivo di aumentare l’efficacia delle misure per prevenire e contrastare la contraffazione dei prodotti industriali e agroalimentari, promuovendo al tempo stesso il Made in Italy e assicurando tutele, diritti, sicurezze ai consumatori e incentivi alle imprese che si contraddistinguono per la promozione di filiere etiche. “Nel testo di legge – spiega Cenni – si rafforza l’azione di contrasto attraverso una maggiore trasversalità tra Ministeri e con il rafforzamento delle forme di coordinamento: Per questo proponiamo di istituire la figura del Coordinatore nazionale alle dirette dipendenze della Presidenza del Consiglio; contestualmente viene soppresso il Cnac e semplificato il quadro normativo. Proponiamo, inoltre, la nascita di un Coordinamento delle informazioni investigative, che armonizza l’attività delle forze dell’ordine grazie all’istituzione di una banca dati delle indagini e dei sequestri effettuati. L’incontro a Siena ci dice quanto le varie istituzioni, la ricerca e l’innovazione tecnologica e i consorzi di tutela possano fare”.

La contraffazione si combatte anche con la cultura e con progetti di educazione alimentare. A sottolineare la necessità di proseguire sulla strada della sinergia tra istituzioni anche Giuseppe Vadalà, comandante regionale per la Toscana del Corpo Forestale dello Stato, che nel suo intervento ha ricordato come fondamentale sia accrescere la conoscenza culturale tra i consumatori, soprattutto nel settore agroalimentare. Ha parlato di educazione alimentare anche il Rettore dell’Università degli Studi di Siena; Angelo Riccaboni, che ha detto: “L’Università deve fare educazione al gusto, ma anche fornire strumenti rigorosi per la definizione di modelli che possano contribuire all’innalzamento della tracciabilità formale, ma anche sostanziale, in modo da far crescere la cultura d’impresa”. Sempre sul tema della formazione imprenditoriale si è espresso Giuseppe Liberatore, presidente dell’associazione consorzi indicazioni geografiche, che ha ricordato: “La vera sfida da vincere è garantire la certezza della produzione, sia attraverso il rispetto del disciplinare che con un’efficace azione di controllo, che possa tutelare il consumatore. Solo così chi compra sarà disposto a pagare di più per un prodotto di qualità. Lo sviluppo di una filiera etica deve valere per i prodotti, per il lavoro e in generale per portare a termine con successo una vera e propria azione di moralizzazione per le imprese”.

Il caso del distretto tessile di Prato. Un modello di contrasto che ha dato i primi risultati è quello messo in campo a Prato. A raccontare uno dei più importanti distretti del tessile è intervenuto Matteo Biffoni, primo cittadino della città toscana: “Siamo riusciti – ha detto – a mettere in piedi una task force che tutti i giorni entra negli opifici per compiere controlli sui materiali, sul lavoro e sulle modalità di produzione. Negli anni sono stati fatti oltre 4mila controlli, ma abbiamo anche scelto di investire sulla formazione degli imprenditori”. E’ tornato sul modello Prato anche Simone Bezzini, membro della Commissione attività produttive del Consiglio regionale della Regione Toscana che ha ricordato il recente protocollo siglato dalla Regione con le procure toscane, che ha permesso di rafforzare la forza lavoro dedicata a controllo e contrasto, grazie alla presenza di 50 operatori abilitati, di cui 30 ragazzi del progetto GiovaniSì.

La road map della contraffazione. La riflessione è proseguita con la testimonianza dei rappresentanti delle associazioni di impresa, sindacali, agricole e della cooperazione, che hanno arricchito il confronto con i racconti delle tante realtà produttive. A chiudere i lavori Susanna Cenni che nel suo intervento ha ricordato il buon lavoro fatto in Toscana e a Siena dalle forze dell’ordine, ma soprattutto ha tracciato la road map dell’azione di contrasto, annunciando, già dalle prossime settimane, la missione a Bruxelles della commissione parlamentare e l’avvio di una nuova indagine per analizzare il rapporto tra contraffazione e criminalità organizzata. “Non dobbiamo stancarci di continuare a lavorare tutti insieme per far crescere sempre più la consapevolezza, tra gli imprenditori e i consumatori, che la contraffazione è veramente un pessimo affare per la nostra salute e per la salute della nostra economia e del lavoro pulito. Anche per questo saluto positivamente la settimana che si apre oggi per iniziativa del Mise”.

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