Agricoltura: Cenni, finalmente stop aste massimo ribasso Con ok a pdl Pd riequilibrata valore catena filiera

“Il tema dei prezzi troppo bassi praticati al produttore per acquistare prodotti agroalimentari è la ragione per cui ci siamo messi a lavorare per redigere questa proposta di legge”. Lo ha dichiarato Susanna Cenni, vice-presidente della Commissione Agricoltura della Camera, durante la discussione in Aula sulla proposta di legge a sua firma approvata oggi.
“Si tratta di una iniziativa parlamentare del Pd – ha continuato – su cui è stato fatto un buon lavoro collegiale in commissione, a partire dalla relatrice. In molti hanno già parlato del funzionamento delle aste al doppio ribasso. Cosa c’è dietro ad un prezzo troppo basso? È possibile che una confezione di passata di pomodoro costi poco più di 30 centesimi? La risposta è molto semplice: no. Perché per arrivare a quel prezzo la catena del valore viene sconvolta e il costo di quello sconvolgimento grava inevitabilmente sul produttore agricolo e sul lavoro. Il nostro testo di legge si è intrecciato con questo lavoro importante: quello di Paolo de Castro sulla direttiva Pratiche sleali, e con l’indagine conoscitiva sullo stato di attuazione della legge sul Caporalato, anch’essa richiesta dal Pd. L’intento mi pare molto chiaro. Riequilibrare la catena del valore nella filiera agroalimentare che oggi vede uno squilibrio a vantaggio della Gdo, mettendo alcuni punti fermi. Innescare alcuni meccanismi virtuosi che riconoscano buone pratiche ed esperienze che stanno investendo sulle produzioni buone, sostenibili e giuste, completando il lavoro avviato dalla legge sul caporalato. Per di più, una corsa competitiva tutta al ribasso non può che finire strozzando i produttori, e consegnando al consumatore prodotti di bassa qualità, perché per ottenere quel prezzo avrai tagliato su tanti punti della filiera, avrai tagliato sulle retribuzioni, sui controlli, sulla qualità, sulle certificazioni, forse avrai coltivato in terre inquinate. E magari sarai finito nelle mani della criminalità organizzata”.
“Un cittadino consapevole deve sapere che l’alimentazione e l’ultimo passo di un intero ciclo che parte dalla semina, attraversa la coltivazione, la raccolta, la trasformazione, la distribuzione, la pubblicità. Il cittadino sceglie, il mercato fa il suo mestiere: a noi compete di regolare quanto dobbiamo e consentire ai consumatori di deve poter scegliere con trasparenza.”, conclude Cenni.

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