Sull’agricoltura il governo boccia ogni proposta e non ascolta nessuno

Con la bocciatura della mozione presentata martedì 14 giugno dal Partito democratico, che indicava 21 interventi per rilanciare il sistema agro-alimentare italiano, il Governo si è confermato, per l’ennesima volta, sordo ad ogni proposta avanzata dall’opposizione. L’esecutivo continua ad ignorare un comparto già in crisi, che invece avrebbe bisogno di essere sostenuto e rilanciato.
La discussione sullo stato dell’agricoltura in Italia è stata, ancora una volta, sollevata dal Pd. Già nel luglio scorso, presentando la mozione numero 1/00196 di Nicodemo Oliverio, avevamo posto all’attenzione del governo le emergenze del settore agricolo e alcune proposte concrete per rilanciarlo, come hanno molti altri Paesi a cominciare dalla Francia, dalla Gran Bretagna fino agli USA. Con la mozione di ieri, poi, abbiamo presentato un pacchetto di misure urgenti, tra cui: la proroga della fiscalizzazione degli oneri sociali in scadenza a fine mese; il rinvio della cosiddetta ‘accise zero’, ovvero il credito di imposta per nuovi investimenti produttivi agricoli; il ripristino del Fondo di solidarietà nazionale a livello di 230 milioni annui; l’attivazione in Europa di un pacchetto di misure a sostegno delle produzioni mediterranee, tra cui il frumento e l’olio. Misure votabili dal Governo, che invece ha blindato la seduta e chiuso ogni possibilità di confronto. E’ l’ennesima dimostrazione che l’agricoltura, per la maggioranza, non solo non è una priorità, ma è addirittura un settore da ignorare, abbandonandolo a qualche ‘sparata’ populista e mediatica e alle continue liti tra l’ex ministro Luca Zaia e quello attuale Giancarlo Galan.
La manovra economica che abbiamo davanti complica ulteriormente le cose, visto che produrrà un taglio ai trasferimenti alla Regione Toscana di 320 milioni per il 2011, di 350 milioni per il 2012 e per gli anni seguenti. Si tratta di tagli ai trasferimenti del 50 per cento nel 2011 e di oltre il 60 per cento nel 2012. Considerando anche le province e i comuni, la riduzione complessiva dei trasferimenti dallo Stato al sistema Toscana sarà di 470 milioni nel 2011 e 600 milioni nel 2012. Con il taglio di trasferimenti per il 2011 l’agricoltura toscana perderà, come ha dichiarato il Presidente della Regione Enrico Rossi, 30 milioni su 50. Tra i settori in maggior sofferenza c’è sicuramente quello cerealicolo, ma nonostante le sollecitazioni al governo, anche attraverso una mia interrogazione, fino ad oggi manca un piano strategico che dia delle risposte sulla contrazione dei prezzi, sulla necessità di attivare bandi di filiera o sulla valorizzazione delle produzioni ‘Made in Italy’. Il Governo e la maggioranza devono sapere che continueremo a lottare fuori e dentro le aule parlamentari per le imprese e i lavoratori, affinché la nostra agricoltura torni ad essere competitiva a livello internazionale.

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    1 commento


    1. Hai toscanizzato tutto campanilista, dovresti pensare un pò anche alla povera new toscany

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