Agroalimentare: tempestività degli interventi e una rotta che non ci fa perdere la direzione, questo serve al sistema agricolo e alimentare del nostro Paese

Costi dell’energia e delle materie prime, prezzi senza controllo, blocco della fornitura di cereali, fertilizzanti, stanno producendo conseguenze pesanti in un tempo che, con importanti risorse e strumenti avremmo potuto dedicare alla ripartenza. Oggi, invece davanti a noi c’è il rischio di un’esplosione violenta a livello globale della povertà alimentare, e della scomparsa di imprese e filiere.

Siamo consapevoli che l’Italia non rischia di trovare gli scaffali dei supermercati vuoti, ma sappiamo anche che stiamo vivendo un intreccio incredibilmente stretto fra gli effetti di una sorta di geopolitica del cibo, l’uso del cibo, anche ai fini dello scontro internazionale, la crescita dei costi delle materie prime in essere già prima dell’aggressione russa dell’Ucraina e il mancato arrivo di fertilizzanti, mais, olio di girasole e grano tenero. È un intreccio che produce, da molti mesi, risultati devastanti per la nostra economia, per le imprese e per le famiglie. I decreti varati vanno nella giusta direzione, ma occorre fare uno sforzo maggiore

Per noi del Partito democratico ci sono due grandi questioni di fondo che restano fondamentali. La prima è la tempestività dei provvedimenti, ancora troppo rallentati dalla pesantezza burocratica che ad oggi vede settori, come la pesca ancora in attesa della liquidazione degli aiuti.

La seconda è la rotta, la visione strategica del nostro sistema agricolo-alimentare. Chiediamo tutta la flessibilità che serve a Pac e PNRR, ma guai ad abbandonare l’orizzonte della qualità e della sostenibilità delle produzioni agricole di cui deteniamo la leadership. Lavoriamo oggi per rendere i nostri sistemi agricoli e alimentari più resilienti, meno dipendenti dalle importazioni e dalle fonti fossili.

E, allora, credo che serva investire di più sui sistemi economici locali e sul loro rafforzamento assieme alle grandi filiere nazionali, che serva incrementare la produzione nazionale di cereali e proteine vegetali, e che serva un contributo più forte della ricerca e dell’innovazione al servizio di agricoltura e pesca in questo momento.

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