Ambiente: Pd, Ue riveda indirizzi pesca per sostenibilità

Domani nel nostro Paese ci saranno due importanti manifestazioni dei pescatori promosse dalla cooperazione italiana. Nonostante l’importante impegno del governo che ha mitigato i danni economici dovuti all’emergenza sanitaria Covid19, anche con il decreto Sostegni bis, il settore della pesca, che già soffre da anni una crisi economica stringente con cali di fatturato e posti di lavoro, rischia di pagare per intero anche il prezzo della crisi climatica e dell’inquinamento dei mari. E questo non può davvero essere accettato. E’ del tutto evidente che la strada di una ripresa del comparto della pesca va ricercata nel giusto equilibrio tra la risposta alla crisi globale dell’inquinamento ambientale e del cambiamento climatico e la sostenibilità sociale occupazionale ed economica. Ma le scelte della Commissione Europea che ipotizzano una riduzione entro il 2023 del 40% delle giornate di pesca, non affrontano nel modo giusto questa necessaria sfida, limitandosi a intervenire solo sulla pressione sugli stock ittici senza determinare un vero cambiamento sulle cause di fondo della situazione che sta riguardando i mari, soprattutto per la presenza di plastiche e sostanze inquinanti. Questa scelta, che mi auguro davvero venga corretta, temo che produrrà un solo chiaro risultato: lo smantellamento di un intero settore economico che garantisce oggi le economie di molte realtà costiere ed isolane del nostro Paese, lavoro, e prodotto di qualità nazionale alla filiera horeca, come ai mercati di vendita diretta. Sia chiaro, la pesca sostenibile deve essere il nostro orizzonte, non c’è un’altra strada, ma è raggiungibile solo con forti scelte, come quelle che compie il PNRR con la centralità della transizione ecologica ed il rafforzamento delle filiere, e con il rilancio e il sostegno alla transizione verso la reale sostenibilità di tutta l’ attività di pesca, rinnovando la flotta oggi obsoleta, favorendo il ricambio generazionale attraverso lo sviluppo di competenze, promuovendo la filiera ittica locale costiera, valorizzando lo scarto di pesca, semplificando l’accesso al Feampa e la costituzione delle OP, nonchè incoraggiando la ricerca e l’innovazione. Senza la pesca, soprattutto la piccola pesca, non può esserci sostenibilità. Anche per tutto questo, come stanno facendo i nostri Parlamentari Europei, dico salviamo la pesca e auspico ogni iniziativa utile a correggere e riorientare gli indirizzi assunti in sede UE.

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