Ancora lividi…sulla pelle delle donne italiane

Lo  dicono e lo negano da mesi.
L’europa spesso invocata, l’europa spesso diffamata (come spesso fa il ministro Zaia).
Fatto sta che non più di mezzora fa in commissione Bilancio, dopo un paio di settimane di discussione e lavoro sugli emendamenti alla Tremonti Ter, sono stati presentati 3 subemendamenti da parte del governo: uno di questi prevede l’innalzamentodell’età pensionabile a 65 anni per le donne del pubblico impiego.

Lo hanno fatto, e la colpa la daranno all’europa.

A prima vista il tema potrebbe sembrare tutto sommato equo…uomini e donne con la stessa età per andare in pensione,pubblico impiego e non privato (ma tutti sappiamo che è solo l’anticamera), l’alto numero delle donne senza lavoro, delle tante lavoratrici senza diritti….si potrebbe pensare, cosa sarà mai nel pubblico impiego…. peccato che nessuno, anche tra i leader del mio partito, mai ricorda ..tutto il resto.

Si tutto il resto:
le donne italiane sono in europa quelle che tra lavoro familiare e lavoro fuori casa, lavorano di più, che hanno meno servizi di conciliazione, che entrano ad una età più avanzata nel mercato del lavoro , che interrompono se c’è un bimbo o un anziano da curare, che fanno meno carriera,
in Italia c’è ancora la percentuale più alta di famiglie monoreddito, ed il più alto differenziale salariale.
Si l’Italia è questo, ha tutti i record negativi nel cosidetto “gender gap”.

Mi piace ricordare cxhe la prima legge di Obama è stata appunto per la parità salariale tra uomini e donne.

Nessuno nega che sia utile mettersi ad un tavolino ed iniziare a ragionare sull’età pensionabile negli anni che stiamo vivendo .
Nessuno nega che ciò riguardi anche le donne.
Però, però….su quel tavolo bisogna mettere tutto: servizi, genitorialità, retribuzioni, carriera, mercato del lavoro, e magari anche rappresentanza.

Si chiamano pari opportunità, o se preferite si chiama cittadinanza.
Cittadinanza piena.
Cittadinanza di uomini e donne…vedere alle voci Zapatero o Obama.

Io credo che sulla pelle delle donne questo bliz, senza tutto il resto rappresenti solo la volontà di creare nuovi lividi, e noi dei lividi siamo stanche.

Noi ci batteremo in Parlamento, ma quasti certamente metteranno la fiducia.
C’è bisogno della voce alta delle donne Italiane. Di tante donne.

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    13 thoughts on “Ancora lividi…sulla pelle delle donne italiane

    1. è passato un secolo ma sembra ancora di vivere nell’epoca delle suffragette….a distanza di cento anni e diritti apparentemente acquisiti, ci rendiamo conto davvero che la realt… Visualizza altroà che viviamo non è quella che vorremmo ma solo quella che ci viene imposta, in Italia….Susi, hai dimenticato un particolare del tutto inquietante – ne ho parlato non più di un’ora fa con una persona – ….la modalità con cui eventualmente uan donna può fare carriera…..in tutto il mondo, vero ma in Italia abbiamo degli specialisti dello schifo

      A presto, un abbraccio
      Kat

      15 luglio alle ore 16.57

    2. Nel pubblico impiego come così nel privato le donne, come hai affermatu tu, sono sempre penalizzate.
      Fannno meno carriera, prendono meno soldi, sono discriminate molto discriminate.
      Dopo il lavoro hanno i figli, la scuola, la casa e il marito.
      Si fano la bocca con l’Europa ma, in Italia non ci sono poi tanti uomini che prendono aspettativa per stare con gli anziani i figli, facciamo noi donne sempre di più.
      Poi parlano di parità!!!Vergognatevi…. Visualizza altro
      Non parliamo poi di cariche istituzionali di un certo rilievo….mi sbagllio se affermo che si contano, almeno in Italia, sulle dita di una mano?
      Datevi, diamoci una scossa…..

      15 luglio alle ore 18.14

    3. In aggiunta a tutto io mi permetto di far notare che in questo paese le donne sono ancora farsi la guerra proprio come all’epoca delle sufragette negli Stati Uniti le madri regalano alle figlie il seguente libro NEW OUR BODY OURSELVES di cui apprendo che è stato costruito anche un sito
      15 luglio alle ore 18.34 ·

    4. Solo le donne possono comprendere quante ore della vita im piegano ad organizzare e conciliare per far quadrare i bilanci familiari, intesi non solo di monetizzazione, ma quelli che determinano lo svolgimento giornaliero di attivit… Visualizza altroà. Una donna deve trovare lo spazio per il lavoro o professione, per tutti i soggetti della sfera familiare; in particolari periodi della vita non bastano le 24 ore per realizzare gli impegni!.. Già ma questo non conta! Se si pensasse a pianificare con asili nido, strutture per non autosufficienti, non togliere diritti sui permessi parentali, allargare la maternità anche a quelle donne che non hanno un contratto, o che sono libere professioniste, allora potremo pensare all’innalzamento dell’età pensionabile con un approccio diverso, ma così è un regredire in conquiste, che fino ad oggi erano scontate! Non torniamo in dietro! Combattiamo, io sono in prima linea!

      16 luglio alle ore 7.56

    5. Di tutte le donne, ma e soprattutto delle donne del PD, abbiamo altre logiche,logiche più sane,allora usciamo da queste dinamiche interne personalistiche e poniamo con forza le questioni,che amici e compagni vogliano o no siamo la parte sana.Forza Susanna!

      16 luglio alle ore 10.08

    6. Cara Susanna, alla fine del tuo intervento scrivi:
      “C’è bisogno della voce alta delle donne Italiane. Di tante donne.”
      Di donne si, hai ragione ma, se ci fossero anche i maschietti quelli SERI, forse…..

      Che cosa ne pensi?
      Ciao

    7. Certo che c’è bisogno degli uomini…ma ti ricordi Rosaria qualche conquista dei nostri diritti che non ci abbia visto in piazza o mobilitate??…

      17 luglio alle ore 23.45

    8. Cara Susanna, sono molto dacordo con le cose che scrivi, ancora una volta sulla pelle di noi donne una “uguaglianza diseguale”. Nel mondo del lavoro, anche in quello della pubblica amministrazione dove io lavoro sono tante le donne costrette a prendere aspettative per poter conciliare il loro ruolo di lavoratrici e di madri, o costrette a consumare… Visualizza altro giorni di ferie e di permesso per i gentori anzian, e ancora troppo poche quelle che arrivano ad essere dirigenti. C’è bisogno di una politica che sappia dare una risposta a queste diseguaglianze. Di una politica delle donne che conti anche nel nostro parito. Mettiamocela tutta, non possiamo arenderci.

      Dom alle 16.11

    9. Dopo i commenti di tutte voi donne
      (gender discrimination ;-)) )

      vorrei dissentire dal commento di Catiuscia Scoccati:

      io ho visto mia mamma invecchiarsi e sfinirsi per far quadrare la famiglia,
      l’ho vista prendersi cura di noi figli, dei genitori suoi e di mio papà (i miei nonnini),… Visualizza altro
      l’ho vista assistere mio padre nella malattia,
      l’ho vista gioire e l’ho vista soffrire,
      ma mai una volta l’ho vista rinnegare la sua scelta “per la famiglia”.

      Ora, io non penso che una pensione (nel pubblico o nel privato) possa mettere fine a questo lavoro,
      la “mia” mamma (ma credo anche quelle degli altri e altre) non smetterà di occuparsi della famiglia a 65 anni,b ed io sò quanto tempo questa occupazione abbia tolto alla sua vita, alla sua libertà…

    10. Grazie Enrico per il tuo commento, anche perchè non vorrei davvero che si pensasse che questo tema che nei prossimi giorni diverrà “decisione” del governo, venisse considerato..un problema delle donne…
      Purtroppo non sono molte le voci maschili che si stanno alzando..eppure io credo che sia una questione di democrazia

      Ieri alle 19.51

    11. C’è una bella frase in una canzone, cantata da una donna ma, scritta da un uomo, che suona così:

      Ma perché gli uomini che nascono
      sono figli delle donne
      ma non sono come noi.
      Spero che altre voci maschili, come quella di Enrico si faranno sentire…. Visualizza altro
      Mi associo ai ringraziamenti di Susanna.

      Ciao

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