Approvata in Commissione la legge per tutelare i castagni

Arriva dalla Commissione Agricoltura il via libera al testo della proposta di legge volta a favorire interventi di ripristino, recupero, manutenzione e salvaguardia dei castagneti. Il testo, di cui sono relatrice, riunifica più proposte di legge – tra cui quella del PD a prima firma Incerti, sottoscritta anche da me – e, con il voto di oggi, conclude formalmente il proprio iter in Commissione Agricoltura all’unanimità.

La norma arriva a conclusione di un lungo lavoro di audizione e consultazione che ha interessato competenze scientifiche, associazioni, mondo agricolo e forestale, imprese. Si pone l’obiettivo di promuovere e favorire interventi di recupero delle attività di coltivazione, prevenzione dell’abbandono colturale e salvaguardia dei castagneti da frutto e da legno, soprattutto abbandonati, nei territori collinari e montani anche di particolare pregio paesaggistico, storico e ambientale e a rischio di dissesto idrogeologico.  

D’altronde, l’Italia intera è terra di boschi e di foreste; nella sola Toscana oltre un milione di ettari, circa il 50% del territorio, è boschivo e il ruolo dei boschi non si esaurisce nella caratterizzazione del paesaggio, ma è anche fondamentale nella difesa idrogeologica del suolo e per le funzioni sociali e di valorizzazione economica. 

La castanicoltura rappresenta una attività importante per la tutela ambientale, per la difesa del paesaggio e del suolo, ma è anche elemento identitario dei boschi di molte realtà del nostro Paese. Vede, inoltre, un vasto numero di coltivatori, professionali e no, impegnati nell’attività e può trovare il suo spazio di qualità ed eccellenza nel panorama agricolo europeo. Favorire lo sviluppo delle zone montane e la valorizzazione della coltivazione sostenibile dei castagneti è necessario per l’equilibrio ambientale e la tenuta anche sociale ed economica del territorio.

 

La legge approvata in Commissione pone, dunque, le basi per il sostegno alle imprese e alla filiera, stabilisce l’istituzione di un tavolo di filiera, di un Piano nazionale e di un Fondo, interviene nel campo della formazione e regola la istituzione dei marchi. L’auspicio è che l’iter arrivi adesso a un a veloce conclusione, così da mettere questo strumento a disposizione di un settore così importante per il Paese.

 
 

 

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