Attività forestale e tutela del paesaggio: il Governo si attivi per equilibrio con procedure veloci Susanna Cenni (PD) presenta al governo un’interpellanza urgente

C’è grande preoccupazione tra gli addetti ai lavori per il parere reso dal Consiglio di Stato a giugno (ma sottoscritto dal P  residente della Repubblica il 1 ottobre scorso) che ha stabilito l’obbligo di autorizzazione preventiva, da parte delle Soprintendenze, per il taglio dei boschi sottoposti a vincolo paesaggistico.

 

Tale parere, infatti, sancisce la necessità di richiedere la preventiva autorizzazione paesaggistica per tutti gli interventi che rientrano nell’ambito del taglio colturale, forestazione, riforestazione, opere di bonifica, opere antincendio ed opere di conservazione delle aree boschive. È evidente che, nelle aree vincolate, l’impatto rischia di essere molto pesante sia in termini di complessità delle procedure autorizzative (con un adempimento burocratico in più che si aggiunge a quelli già esistenti), sia in termini di costi e tempi.

 

Proprio per questo motivo gli effetti del parere stanno generando criticità in tutta Italia, e in particolare in Toscana, in molte imprese e cooperative che operano nel settore. È bene ricordare, a tal proposito, che gli interventi nelle aree boschive non sono soltanto attività economiche per tutti gli addetti che vi operano, ma rappresentano anche una componente fondamentale per la corretta manutenzione di boschi e foreste, spesso necessaria per contrastare il dissesto idrogeologico e prevenire gli incendi. 

 

Raccogliendo, dunque, l’allarme lanciato nei giorni scorsi dall’Associazione per lo sviluppo economico del Monte Amiata, dalle attività forestali di Monticiano, dai Consorzi di Bonifica e da molte altre realtà del territorio non solo toscano, ho presentato interpellanza urgente al governo affinché ministeri competenti e Regioni si impegnino per individuare un iter e una soluzione condivisa e rapida. L’obiettivo comune deve essere, ovviamente, quello di garantire la tutela del paesaggio ma, al contempo, sostenere l’attività forestale – spesso indispensabile per la difesa idrogeologica del territorio – mettendola in condizione di operare con modalità, protocolli e tempi adeguati.

 

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