Autopalio: il governo boccia la risoluzione, ma il pedaggio è rinviato

Il governo continua a prendere tempo sulla questione del pedaggio sulla Siena-Firenze. La risoluzione presentata in Commissione Ambiente a Infrastrutture ,che, insieme ai deputanti del Pd, Franco Ceccuzzi e Raffaella Mariani, ho firmato contro l’imposizione di questa ingiusta gabella su un’arteria come l’Autopalio, che versa in condizioni di grave dissesto, è stata bocciata dalla maggioranza. Il governo ha votato contro la nostra risoluzione perché “il pedaggio è ineludibile in quanto fissato dalla legge”. Una risposta che dimostra come, ancora una volta, la maggioranza non ha voluto prendere impegni precisi in merito all’esclusione della Siena-Firenze dalla lista delle strade sottoposte a pedaggio. Elenco che, come è noto, deve essere ancora scritto.

A quattro mesi dalla presentazione della nostra risoluzione possiamo trarre un bilancio positivo. Abbiamo ottenuto il rinvio del pedaggio, dato che ormai è certo che non entrerà in vigore dal 1° maggio. Il ministro Matteoli, inoltre, ha accolto alcune delle nostre richieste, prima fra tutte la convocazione di un tavolo tecnico con Anas per valutare le ipotesi di ammodernamento della Siena-Firenze. Il Pd ha raccolto migliaia di firme di cittadini per dire no al pedaggio e richiedere la messa in sicurezza di una strada che, anche in queste ultime settimane, è stata teatro di gravi incidenti.

Adesso ci riserviamo ulteriori iniziative per vincolare l’introduzione di un eventuale pedaggio alla conclusione dei lavori di messa in sicurezza della strada, quando cioè l’Autopalio avrà quelle caratteristiche di larghezza e tipologia costruttiva necessarie per definirla un raccordo autostradale. A condizione che il governo faccia finalmente sul serio e raccordi la progettazione in corso sul tratto Siena-Poggibonsi con quella del ‘project’ di Anas. Per verificare gli stati di avanzamento di questo percorso, scongiurare il pedaggio ed in subordine esentare residenti ed imprese, ci riserviamo di assumere ulteriori atti parlamentari anche per definire tempi graduali, ma certi, per l’avvio e la conclusione dei lavori di ammodernamento.

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