BRACCIANTE PICCHIATO, PD: TEMPO DI LEGALITÀ E SALTO QUALITÀ CONTROLLI

“Ancora una denuncia per maltrattamento verso un lavoratore indiano da parte di un caporale nelle campagne del Lazio, stavolta ad Aprilia, documentata dai sindacati. Nelle settimane scorse un bracciante morto, incidenti, corpi abbandonati nei campi dopo infortuni gravi, minacce a lavoratori e persone impegnate nella battaglia contro il caporalato. L’Agropontino continua ad essere teatro di illegalità e violenza nei confronti dei lavoratori agricoli, prevalentemente indiani, e tutto ciò non è più tollerabile”. Lo dichiarano Susanna CENNI, deputata e responsabile Agricoltura, Marco Miccoli, responsabile Lavoro e Marco Pacciotti, responsabile del dipartimento Immigrazione del Partito democratico. “Esistono leggi nazionali e regionali, un piano nazionale sul caporalato con risorse assegnate ed esistono soggetti e forze deputati ai controlli, che chiediamo di intensificare al massimo. Non è possibile che in questa area del Paese sia ancora così pesante la vita di braccianti e lavoratori della terra, impegnati nei campi e nelle serre che continuano a lavorare senza condizioni di sicurezza e spesso senza contratti. Chiederemo di sentire alla Camera il prefetto di Latina e i rappresentati dello Stato, ascolteremo i sindacati nuovamente e saremo ancora una volta accanto ai lavoratori nelle loro mobilitazioni a partire dallo sciopero del prossimo 28 settembre promosso unitariamente. Alla ministra Lamorgese chiediamo un’attenzione particolare affinché si possano intensificare tutte le azioni di contrasto e di controllo”.

 

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