Capitale Italiana della Cultura: peccato per Volterra, il grande lavoro fatto resta un investimento

Il Ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini, ha annunciato che la Capitale Italiana della Cultura 2022 sarà Procida che si è fatta valere lavorando sul tema di una «cultura che non isola». A Procida, ai suoi amministratori e a tutti coloro che hanno lavorato a questo progetto vanno, ovviamente, i complimenti di tutto il Paese e i migliori auguri perché possano essere, anche loro, motore di ripartenza.

 

Tuttavia, nonostante il rammarico per aver sfiorato la meta, è necessario sottolineare lo splendido lavoro svolto dalla città di Volterra, entrata nella short list delle finaliste grazie a un progetto basato sull’innovazione culturale e la rigenerazione sociale.

 

«Voglio fare i miei personali complimenti al sindaco di Volterra, Giacomo Santi, all’assessore alla cultura, Dario Danti, e a tutta la squadra che ha lavorato al dossier di candidatura mettendo in campo passione, entusiasmo, idee e competenze. Questo lavoro, reso ancora più straordinario dalla difficile stagione che lo ha visto maturare, non sarà vano, ma anzi resterà nel patrimonio della città e dell’area che lo ha sostenuto: sarà, dunque, un contributo importante per la ripartenza di tutto il territorio».

 

«Anche in questa ottica è importante che il presidente della Regione, Eugenio Giani, abbia parlato di Volterra come “capitale regionale della cultura per il 2022”. Perché sarà anche da quelle idee e da quelle visioni progettuali che passeranno il rilancio culturale e la ripartenza turistica di un’intera area territoriale e della Toscana tutta. Il lavoro svolto da Volterra resta un patrimonio intellettuale della regione che dobbiamo impegnarci a valorizzare e mettere a frutto, con convinzione e competenze».

 

 

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