Cenni: “Fanghi di depurazione, più poteri agli Enti Locali”

Interrogazione Pd: “Le comunità locali devono poter svolgere un ruolo sull’uso di fanghi non certificati, provenienti da altri territori”

 

Un’interrogazione a risposta scritta sull’utilizzo dei fanghi di depurazione in agricoltura, rivolta ai ministri dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, e dell’Agricoltura, Giancarlo Galan, è stata depositata nei giorni scorsi da Susanna Cenni, deputata del Partito democratico e membro della XIII Commissione Agricoltura e sottoscritta da Raffaella Mariani, capogruppo Pd in Commissione Ambiente e da Franco Ceccuzzi. “Chiediamo al Governo – spiega la deputata senese – che ha predisposto il decreto che recepisce la direttiva comunitaria sui rifiuti, attualmente all’esame delle commissioni parlamentari, di introdurre nella norma un principio di prossimità e coinvolgere e responsabilizzare gli enti locali nell’utilizzo dei fanghi, nel rilascio delle concessioni e nei relativi controlli, soprattutto in relazione alla sicurezza dei cittadini e all’emissione di cattivi odori”.
Già il Consiglio Provinciale di Siena aveva adottato un Odg in tale direzione.

“Ad oggi – spiegano i deputati del Partito democratico – lo schema di decreto varato dal Governo non consente alle amministrazioni territoriali di porre limiti all’utilizzo di fanghi che provengono da altri territori, dei quali non sempre è possibile tracciare con sicurezza la provenienza. Un problema conosciuto anche nel nostro territorio, come sanno i cittadini del comune di Asciano. Occorre dunque razionalizzare con maggior efficacia il trattamento e lo smaltimento dei fanghi, responsabilizzando l’intera filiera di produzione e gli enti locali, promuovendo processi di tutela ambientale in modo da evitare anche i costi economici oggi necessari per il trasporto dei fanghi da una Regione all’altra del Paese. Gli enti locali devono poter programmare direttamente la gestione integrata dei fanghi prodotti dai processi di depurazione delle acque reflue, perché questo è di fatto l’unico modo per avere garanzie di tracciabilità dei fanghi utilizzati”.

“Il riutilizzo in agricoltura – concludono gli interroganti – è una valida soluzione al problema dello smaltimento dei fanghi di depurazione rappresentando spesso una valida alternativa all’uso di fertilizzanti chimici. La direttiva comunitaria che disciplina l’utilizzo dei fanghi, con l’obiettivo di evitare effetti nocivi sul suolo, sulla vegetazione, sugli animali e sull’uomo, è però datata 1986. Occorre perciò rivedere i parametri sulla sicurezza e soprattutto occorre che gli enti locali e i territori siano responsabilizzati e messi nella condizione di rassicurare i cittadini e gli agricoltori sull’origine dei fanghi che vengono utilizzati e sulla sicurezza per la salute, ciò tanto più in territori caratterizzati da agricoltura di qualità”.

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    1 commento


    1. Egregio Onorevole, la sua interpellanza mi lascia basito in maniera positiva, in quanto sono un gerologo che opera nel settore dei rifuti in particolar modo con lo smaltimento/recupero dei fanghi di depurazione in agricoltura.
      ma andiamo con ordine.
      Mi presento mi chiamo Fabiano Campi sono laureato in scienze geologiche dottaroto di ricerca in sistemi di smaltimento e recupero di rifiuti speciali nella fattispecie i fanghi di depurazione, specializzazione di tecnico ambiente e responsabile della gestione dei rifiuti, con particolare attenzione all’agricoltura, operante da 5 anni come dirigente in una socioetà di Ferrara ( Emilia Romagna) che opera nel recupero dei fanghi di depurazione in agricolturta ( o meglio che operavo perchè sono in cassa integrazione da febbraio).
      Ritnego che la sua interpellanza sia stata giusta in quanto in Emilia Romagna si lavora già cosi dall’entrata in vigore della normativa regionale n 2773/2004 e sue sucessive modifiche che per l’appuntoha regolamento l’utilizzo dei fanghi in agricoltura sia quelli regionali che quelli proveniente dalle altre regioni ( adesso per semplicità non mi dilungo ma se avese bisogno di dettagli la mia emal e scritta.
      Visto che sono in cassa integrazione se volesse delucidazioni e collaborazione in merito sono a sua disposizione
      cordiali saluti
      Fabiano Campi

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