Cenni: “L’ippica ha bisogno di una riforma effettiva che rilanci il settore”

“L’ippica ha bisogno di una riforma condivisa, a partire dall’Unione nazionale per l’incremento delle razze equine, l’Unire, e dall’attivazione di un piano di rilancio che dia maggiore dignità e trasparenza a un settore che soffre da anni e che rischia di morire anche per il ridimensionamento delle scommesse”. Con queste parole Susanna Cenni, deputata del Pd, giovedì 6 novembre è intervenuta in Aula per presentare l’emendamento al decreto legge 149 del 25 settembre 2008 sugli adempimenti comunitari in materia di giochi.

“Nei giorni scorsi – continua Cenni – è stata denunciata la grave crisi che sta vivendo l’attività ippica in Italia, che dà lavoro a circa 50mila persone. La Toscana è la regione dove l’ippica è maggiormente diffusa e dove sono collocati 8 dei 42 ippodromi presenti in Italia, che occupano circa 700 persone e che ospitano circa 2mila cavalli da allenare”. “Negli ultimi dieci anni – aggiunge Cenni – le scommesse ippiche hanno registrato una diminuzione del 19 per cento. A questo decremento, si aggiunge la decisione del governo di ridurre dell’11 per cento il montepremi destinato alle scommesse. In questo quadro, si penalizza, così, tutta la filiera e, in particolare, quel mondo di allevatori che sta dando tanto per il miglioramento genetico del cavallo italiano. A ciò, si aggiunge la scelta discutibile dell’Unire di andare a tagliare di più in quelle realtà che, invece, sono più reattive ed organizzate, come la filiera ippica e l’ippodromo di San Rossore, a Pisa, che è il primo in Toscana e in Italia per media giornaliera delle scommesse, e che rappresenta un comparto importante per l’economia pisana e regionale”.

“Su questi temi – aggiunge Cenni – anziché rattoppare con il solito strumento del decreto-legge, occorrerebbe una riforma effettiva, che rilanci tutto il comparto. Ridare economicità al settore, avere una logica di programmazione, avere garanzie sulla correttezza nell’applicazione delle regole e nel trasferimento di risorse. Questo è quello che chiediamo. Il Partito democratico sostiene, con un suo emendamento e con un ordine del giorno, un intervento straordinario a sostegno del settore, ma lo condiziona ad un reale piano di ristrutturazione e ad una riforma dell’Unire che garantisca tutta la filiera. Anche per questo, è incomprensibile come il provvedimento non sia mai stato sottoposto alla Commissione Agricoltura”

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