Cenni: “Ambiente, l’Infs va ripensato e non soppresso”

“L’Istituto nazionale della fauna selvatica (Infs) rappresenta uno strumento fondamentale per la salvaguardia dell’ecosistema nazionale. Siamo fermamente contrari alla sua collocazione assieme ad altre agenzie ambientali sotto le competenze del Ministero dell’Ambiente. Chiediamo che il centrodestra torni sui suoi passi”. Susanna Cenni, deputato del Pd interviene sull’emendamento al decreto sull’emergenza rifiuti, presentato dal Governo, che propone l’abolizione di tre enti (Apat, Infs e Icram) istituendo l’Irpa (Istituto di ricerca per la protezione ambientale).

Il parlamentare del Partito Democratico si focalizza sull’Infs ribadendo, inoltre, la necessità di ricondurre l’istituto sotto il controllo del Consiglio dei Ministri: “L’Infs va ripensato e deve rappresentare un istituto scientifico di garanzia superpartes per Stato e Regioni. Necessita quindi di investimenti adeguati per supportarne al meglio progetti ed attività. Per rendere efficace il suo ruolo di riferimento autonomo ed indipendente – conclude Susanna Cenni – a supporto della ricerca e della gestione del patrimonio faunistico non può quindi dipendere dal Ministero dell’Ambiente”.

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    1 commento


    1. Volendo inviare un comunicato stampa del circolo di Siena degli Ecologisti Democratici a proposito della crisi idrica paventata dall’Acquedotto del Fiora e superando il comunicato i 1000 caratteri massimi revisti nello spazio per le lettere, inserisco il suddetto comunicato in questo spazio relativo comunque all’ambiente.

      COMUNICATO CIRCOLO SIENA ECOLOGISTI DEMOCRATICI

      In questi giorni i quotidiani locali riportano una pagina a pagamento dell’Acquedotto del Fiora che sensibilizza la popolazione delle Provincia di Siena e di Grosseto ad un uso parsimonioso dell’acqua per evitare una crisi idrica. Gli stessi quotidiani hanno segnalato in alcuni articoli il problema come serio soprattutto per questa estate.

      Il problema dell’acqua non è certo nuovo e certamente risponde al vero il fatto che alcune sorgenti hanno segnalato una diminuzione della portata, ma quello che spesso non si dice è che dalle sorgenti al rubinetto di casa vi sono perdite anche dell’ordine del 60%.

      L’Associazione degli Ecologisti Democratici ha ribadito il suo impegno su questo tema anche nel suo manifesto programmatico affermando la necessità di accrescere l’impegno di tutti sul tema dell’acqua come bene pubblico: e di sollecitare le amministrazioni locali e la Fondazione MPS ad impegnarsi nel rinnovo della rete di distribuzione idrica in provincia.

      Ma questa non può essere solo una affermazione di principio, gli Ecologisti Democratici si attiveranno da subito nei confronti dell’Amministrazione Provinciale, dell’Acquedotto del Fiora, dei sindaci – che hanno il compito di approvare la programmazione dell’ATO Ombrone – e della Fondazione MPS perché nei loro programmi sia inserita una azione di rinnovo della rete idrica della Provincia di Siena.

      Ciò dovrà avvenire con una chiara programmazione in funzione di accresciute disponibilità finanziarie con l’obbiettivo di completare in tempi brevi l’opera di ammodernamento degli acquedotti su tutto il territorio, evitando interventi a macchia di leopardo, nati talvolta solo per accontentare interessi locali.

      La razionalizzazione dei consumi, l’uso appropriato dell’acqua, dovranno sempre essere concetti ai quali gli ambientalisti e tutti i cittadini devono attenersi, ma il miglior risparmio è quello di evitare le eccessive dispersioni delle condutture e potendo contare a Siena su una risorsa preziosa come la Fondazione MPS è bene che tra i primi scopi di questa l’acqua sia ai primi posti.

      Ecologisti Democratici Siena

      il comunicato è stato ripreso sia dalla Nazione che dal Corriere di Siena sabato 5 luglio.

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