Cenni e Betti: “Garantire il reddito agli agricoltori, per dare futuro al settore”

Accesso agevolato al credito per gli imprenditori agricoli, semplificazione burocratica, prevenzione e strumenti per arginare il fenomeno dei danni causati dalla fauna selvatica, urgenza di una visione strategica nazionale, per contare di più in Europa e dare futuro all’agricoltura. Sono questi alcune delle priorità emerse ieri, martedì 18 agosto, nell’ambito della Festa provinciale del Partito democratico senese, dalla conversazione tra Anna Maria Betti, assessore all’agricoltura della Provincia di Siena e Susanna Cenni, deputata del Partito democratico e componente della Commissione agricoltura della Camera dei Deputati, moderata da Lorenzo Benocci, giornalista e direttore di Agricoltura.it. Numerosi gli interventi, tra cui quelli di Roberto Beligni, vice presidente della Cia Siena; di Letizia Cesani, neo presidente del Consorzio della Denominazione San Gimignano e di diversi imprenditori.

“Nel mio primo mese da assessore all’agricoltura – ha detto Anna Maria Betti – ho registrato, anche attraverso l’apertura del tavolo di concertazione con le associazioni agricole, numerosi e importanti segnali di sofferenza per le nostre produzioni. La crisi mondiale e le scelte, o meglio, le non scelte fatte a livello nazionale hanno ricadute sulla “carne viva” della nostra imprenditoria agricola, anche in terra di Siena, dove possiamo contare su una qualità davvero trasversale, dai prodotti alla distintività territoriale. Se vogliamo che i nostri agricoltori continuino ad investire in produzioni di qualità, presidiando il territorio e tutelando ambiente e paesaggio, dobbiamo però garantirgli un reddito che gli consenta di lavorare serenamente. Per questo – ha detto l’assessore – stiamo lavorando, su impulso del presidente della Provincia Simone Bezzini, per creare un pacchetto di misure anti crisi capaci di dare da subito ossigeno al sistema e, al contempo, assicurare una visione di prospettiva che ci permetta di agganciare la ripresa prima e meglio di altri. Accanto all’aggiornamento del Piano di sviluppo rurale, inoltre, c’è un tavolo aperto con la Regione per cercare percorsi di semplificazione rispetto a procedure e regole; la Provincia di Siena sta facendo la propria parte, e anche qualcosa in più, per venire incontro alle richieste dei nostri imprenditori e delle associazioni di categoria”.

A poco più di due settimane dall’introduzione della nuova Ocm vino, il dibattito si è soffermato anche sulla ricaduta della riforma sul nostro territorio. “La riforma andava fatta – ha detto Susanna Cenni – ma non credo che sia la migliore delle riforme possibili. Come ho potuto costatare anche confrontandomi con i presidenti dei Consorzi di tutela dei vini del territorio, ci sono degli elementi di forte preoccupazione. Il governo ha in mano alcune scelte decisive, vedremo se avrà la volontà di farle o se, invece, continuerà a trattare la nostra agricoltura come la “Cenerentola” italiana. Penso alla mancanza di coraggio della Comunità europea a sostegno della tipicità e dell’originalità di alcune nostre produzioni: la scelta, per noi penalizzante, di non proibire lo zuccheraggio; le nuove regole sull’etichettatura e la nuova classificazione, che richiederanno controlli veri su quei vini da tavola, senza un disciplinare che dichiareranno vitigni ed annata. Avremo una fase convulsa con la sovrapposizione di vecchi e nuovi controlli, questione come sappiamo delicata e fondamentale per il consumatore. Mi auguro che strada facendo l’Italia possa costruire, insieme ad altri Paesi che fanno del vino di qualità la propria bandiera, un asse capace di portare a casa alcune modifiche alla nuova Ocm. Sul vino abbiamo le carte in regola per contare, spero che il ministro dell’agricoltura Luca Zaia abbia, su questa partita, la stessa energia profusa nella questione delle quote latte”. Susanna Cenni si è soffermata, rispondendo a una domanda, anche sul Brunello e il suo disciplinare. “Un disciplinare  – ha detto la parlamentare – è un insieme di regole che i produttori decidono di darsi perchè vogliono un vino di un certo tipo. Quelle regole vanno però rispettate. Se ci sono idee diverse tra i produttori, che guardano al mercato e a nuovi percorsi, la strada è quella che quasi tutte le altre denominazioni in questa fase hanno seguito: l’aggiornamento dei disciplinari o la creazioni di nuove denominazioni”.

Sui controlli relativi alle produzioni vinicole è intervenuta anche Anna Maria Betti: “Con i nostri uffici – ha chiuso – stiamo pensando ad un percorso di integrazione del sistema dei controlli, che potrebbe essere sperimentato proprio nella nostra provincia. L’obiettivo è dare un aiuto ai nostri produttori, semplificando i meccanismi, e maggiori garanzie ai consumatori”.

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