Cenni e Ceccuzzi (Pd): “Vicinanza agli agenti di Ranza e sostegno alla mobilitazione”

“Esprimiamo la nostra solidarietà agli agenti penitenziari del carcere di Ranza e il pieno sostegno alla giornata di mobilitazione indetta per lunedì 5 ottobre davanti alla struttura sangimignanese”. Lo affermano i deputati del Partito democratico Susanna Cenni e Franco Ceccuzzi di fronte alle prese di posizione dei sindacati Sappe, Cisl-Fns, Cgil-Fp, UIl e Sinappe degli agenti in servizio nel carcere di San Gimignano che denunciano minacce di morte e atti vili e illeciti nei confronti degli agenti impegnati a Ranza. La parlamentare del Pd, Susanna Cenni sarà presente lunedì mattina al sit-in di protesta e chiederà un incontro con la direttrice del carcere. “La carenza di personale e l’assenza di adeguati piani di sicurezza – continuano Cenni e Ceccuzzi – sono problemi che abbiamo posto, ormai da tempo e ripetutamente, all’attenzione del governo, senza ricevere risposte e misure concrete che potessero aiutare gli agenti penitenziari a svolgere al meglio il loro lavoro”.

Continua, intanto, l’attenzione della deputata del Pd, Susanna Cenni verso tutte le carceri italiane, con iniziative parlamentari volte a cercare di migliorare le condizioni di vivibilità delle strutture penitenziarie. Nei giorni scorsi, infatti, Susanna Cenni ha presentato un’interrogazione insieme a Donatella Ferranti, capogruppo del Pd nella Commissione giustizia della Camera – indirizzata al Ministro della giustizia e al Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali – per chiedere quali iniziative urgenti intenda assumere il governo per consentire il passaggio al Servizio sanitario nazionale degli “esperti psicologi”, riconoscendo l’attività sanitaria anche nei confronti dei detenuti non tossicodipendenti, ma ugualmente bisognosi di terapie adeguate.

“Se guardiamo alla struttura penitenziaria di Ranza e agli ultimi episodi di violenza che si sono verificati – afferma Susanna Cenni – capiamo bene come anche un’assistenza sotto il profilo psicologico possa essere importante per prevenire e contenere episodi di violenza in un contesto dove la vivibilità e la convivenza tra detenuti e polizia penitenziaria è resa difficile da problemi ormai incancreniti. Stiamo ancora aspettando risposte e misure concrete dal governo sulla prima interrogazione urgente presentata al Ministro della giustizia Angelino Alfano nel maggio del 2008. Mi auguro che questa nuova interrogazione, che riguarda tutte le carceri italiane, possa servire a destare nuova attenzione anche sul penitenziario di Ranza”.

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