Cenni e Dallai, interrogazione sulla chiusura degli uffici postali

Un’interrogazione al Ministro per lo Sviluppo Economico sui disagi che sta comportando per i territori periferici la prevista chiusura di numerosi sedi di Poste Italiane. E’ quella che hanno firmato congiuntamente i parlamentari senesi del Partito democratico Susanna Cenni e Luigi Dallai. Nell’interrogazione, il cui primo firmatario è l’onorevole Enrico Borghi, presidente dell’intergruppo parlamentare per lo sviluppo della montagna, si chiede in particolare “quali azioni il Ministro intenda intraprendere per garantire il rispetto dei disposti stabiliti dall’Autorità per il Garante delle Comunicazioni in ordine al divieto di chiusura degli uffici postali nelle aree svantaggiate, e conseguentemente favorire una concertazione tra la direzione di Poste Italiane Spa e le amministrazioni locali, al fine di scongiurare la possibile chiusura degli uffici postali nei comuni più piccoli del territorio nazionale”. Inoltre i firmatari chiedono “come si intenda intervenire per evitare che decisioni unilaterali assunte da Poste Italiane Spa arrechino disagi ai cittadini – utenti che non vedono garantita l’effettiva erogazione di un servizio pubblico di qualità, nel rispetto dell’ accordo siglato fra le Poste Italiane Spa e lo Stato”.

“Già nella scorsa legislatura – ricorda Susanna Cenni –  eravamo intervenuti nei confronti di Poste per le conseguenze di operazioni di razionalizzazione nel nostro territorio, rammentando come questi servizi rappresentino presidi fondamentali per la vivibilità delle aree rurali. Oggi siamo di nuovo a chiedere  a Poste Italiane di riflettere attentamente su queste chiusure e, soprattutto, di non effettuarle in maniera unilaterale, senza concertazione con regioni, ed enti locali. Ci impegneremo in Parlamento per un intervento immediato”.

“Gli uffici postali – dichiara Luigi Dallai – costituiscono un importante presidio sul territorio, sia per le aziende che per la popolazione, soprattutto per i più anziani che risiedono nelle zone periferiche. Un vero e proprio punto di riferimento, anche dal punto di vista sociale che non possiamo permetterci di perdere”.

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