Cenni: “Finalmente la legge sull’agricoltura biologica: adesso i Biodistretti siano riconosciuti”

 

Via libera alla Camera alla legge sull’agricoltura biologica. Il testo recante “Disposizioni per lo sviluppo e la competitività della produzione agricola e agroalimentare con metodo biologico”, che ha come primo firmatario Massimo Fiorio e relatore Alessandra Terrosi, è stato sottoscritto anche dalla parlamentare del Pd, Susanna Cenni, seconda firmataria e relatrice del testo in commissione bilancio della Camera.

Il biologico che fa bene all’economia e all’ambiente. “L’approvazione – ha commentato Susanna Cenni, parlamentare del Pd – è un risultato importante per il riconoscimento di un metodo  olturale scelto oramai da molti agricoltori Italiani, e che fa bene allo sviluppo economico del nostro Paese. La legge, infatti, riconosce l’agricoltura biologica come “attività di interesse nazionale con funzione sociale”, cerca di riordinare il quadro dei controllo, definisce il Piano nazionale per l’agricoltura biologica, prevede un fondo per lo sviluppo del settore e che sostiene anche l’attività di ricerca, sostiene le reti tra dli imprenditori bio, prevede la nascita dei Bio distretti, riconosce le organizzazioni interprofessionali di filiera,   quindi, il biologico viene normato e considerato come settore economico rilevante basato sulla sicurezza alimentare, sul benessere degli animali, sullo sviluppo rurale e sulla tutela dell’ambiente. Dopo l’approvazione della legge sulla biodiversità, la norma sul biologico rappresenta un altro tassello fondamentale a sostengo dell’agricoltura sostenibile. Un altro passo a sostegno di una crescita buona, pulita che fa bene alla nostra economia e all’ambiente, e che  concorre al raggiungimento degli obiettivi di riduzione  delle emissioni di gas a effetto serra stabiliti a livello europeo”.

I Biodistretti contributi dello sviluppo locale. “All’approvazione e all’affinamento della legge – ha concluso Cenni – hanno contribuito, anche intervenendo con audizioni, il know how e i modelli di sviluppo sostenibile locali presenti in Toscana e nella provincia senese, dove sono nati alcuni Biodistretti e dove tanti produttori hanno sposato, anche nel mondo del vino, una gestione sostenibile delle risorse, investendo in tradizione, innovazione, tutela della qualitàe tecniche colturali a basso impatto. Per quanto riguarda le realtà senesi: il Biodistretto di Greve in Chianti e del territorio dell’eccellenza vitinicola di Panzano in Chianti, quello del Chianti storico di Gaiole in Chianti, di San Gimignano, e i primi passi che si stanno compiendo in altre realtà del territorio, sono caratteristi di volontà nate dal basso, che hanno coinvolto le comunità locali, le istituzioni, i produttori e le associazioni. Realtà che rappresentano il fulcro  di quel processo di sviluppo locale basato sulla valorizzazione del patrimonio agroalimentare che anche attraverso una veloce approvazione della legge in Senato, possono diventare importanti pratiche da far crescere e diffondere ulteriormente”.

 

 

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