Cenni (Pd): “Con la Cgil per il lavoro e il rispetto delle regole”

“La mobilitazione della Cgil di domani è l’ennesimo segnale che il Paese reale – quello della gente che lavora, dei pensionati e dei disoccupati – lancia ad un governo capace di affrontare la crisi solo con i proclami, senza una strategia politica economica adeguata a superare la recessione e agganciare la ripresa. Per questo aderirò alla manifestazione, di cui condivido in pieno lo spirito e le motivazioni”. Queste le parole di Susanna Cenni, deputata del Pd che annuncia il suo sostegno alla mobilitazione nazionale della Cgil di domani, venerdì 12 marzo.

“Il governo – aggiunge Cenni – è completamente fuori rotta riguardo alla strada che dovrebbe portare il Paese fuori dalla crisi: nonostante gli annunci, nessun incentivo è arrivato alle imprese, i diritti dei lavoratori diminuiscono a fronte di una maggiore precarizzazione del lavoro e nessuna riforma degli ammortizzatori sociali è all’orizzonte. Al contrario, si blocca l’estensione della cassa integrazione e si torna a mettere in discussione l’articolo 18. Come se non bastasse, sul fronte fiscale la lotta all’evasione è stata ridotta, mentre i capitali provenienti dall’estero condonati. Un quadro preoccupante, aggravato dal sistematico attacco alle regole democratiche che il centrodestra mette in atto quotidianamente”.

Mi auguro che i tentativi di intervento per il prolungamento della cassa integrazione in atto in questi giorni in commissione lavoro, sui quali c’è stato un primo stop da parte del Ministro, possano invece trovare attuazione in Aula con un pronunciamento ampio e bipartisan. Il lavoro, la precarietà, la possibilità di tornare a credere nella possibilità di costruire progetti di vita, di famiglia, di serenità: queste sono le difficoltà nel Paese, infinitamente lontane dai pasticci vergognosi su liste e leggi ad personam”.

Lo sciopero di domani – conclude Cenni – ha un valore infinitamente grande per tutti noi, per il lavoro, per il rispetto delle regole e dello stato di diritto. La Cgil non può essere lasciata sola in questa battaglia di civiltà”.

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