Cenni (Pd): “Il governo del fare si arena sulle chiacchiere: il Rinascimento verde e’ un bluff”

“Il ‘Rinascimento verde’ che prevedeva l’assegnazione di terre demaniali a vocazione agricola a giovani imprenditori annunciato è al momento l’ennesimo bluff di un governo che si proclama del fare, ma si arena sugli annunci”. Con queste parole Susanna Cenni, deputata del Pd, commenta la risposta del Ministro dell’agricoltura, Giancarlo Galan,  all’interrogazione presentata nel mese di settembre, con la quale la deputata senese, chiedeva conto degli impegni presi dal precedente responsabile del dicastero, Luca Zaia, riguardo al progetto “Rinascimento verde”, annunciato nell’estate del 2009, che avrebbe dovuto assegnare terreni demaniali a vocazione agricola ai giovani agricoltori, tramite bando, e secondo quanto annunciato dall’ex Ministro Zaia, “avrebbe dovuto generare in tre anni 1000 nuove imprese e 6000 nuovi posti di lavoro in agricoltura.”

Non c’era Galan, e la risposta è stata fornita dal sottosegretario alla giustizia “La risposta del Governo   riguardo all’assegnazioni di terreni demaniali a giovani imprenditori agricoli – afferma Cenni – ha confermato quanto temevamo, ovvero che le ottimistiche previsioni annunciate negli anni scorsi dall’allora ministro Zaia con il titolo enfatico di “Rinascimento italiano” non si realizzeranno, almeno per il momento. Le stesse basi sulle quali il progetto avrebbe dovuto basarsi non esistono, come conferma l’indagine svolta, attraverso le Province, per incarico del governo dall’Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare (ISMEA) secondo la quale buona parte delle terre che avrebbero dovuto essere assegnate ai giovani ‘o non sono più agricole, o sono gia coltivate, o sono destinate a bosco e a prato’. Di fronte alla risposta del governo, mi sento di consigliare più serietà e prudenza nel preannunciare numeri e promesse di questa portata, soprattutto quando si tratta di una delle priorità  dell’agricoltura, e il ricambio generazionale rappresenta forse la prima ed assoluta priorita.” Ricordiamo infatti che in Italia la percentuale di giovani (fino a 40 anni) in agricoltura rappresenta appena il 7%, nel 2005 solo il 3% dei conduttori aveva meno di 35 anni.

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