Cenni, Pd: “La legge 157 sulla caccia non deve essere stravolta, bene tavolo di confronto fra associazioni”

“Salutiamo con grande soddisfazione l’apertura di un tavolo di confronto tra mondo venatorio, agricolo e ambientalista che faccia evolvere ulteriormente le politiche venatorie, rispettando il principio della certezza delle norme e della sostenibilità”. Con queste parole Susanna Cenni, deputata del Pd a nome dei Deputati del Pd in commissione agricoltura, si unisce alle associazioni ambientaliste, agricole e venatorie che hanno indetto per oggi, giovedì 16 ottobre, una conferenza stampa presso la Sala stampa del Senato per presentare la nascita di un tavolo di lavoro congiunto, che individui e concerti elementi utili alla costruzione di un’attività venatoria sostenibile.

“Si tratta – afferma Susanna Cenni, deputata del Partito democratico – di un’iniziativa apprezzabilissima che io mi sento di sostenere con forza, anche come prima firmataria di un’interrogazione presentata al Ministro dell’agricoltura Luca Zaia, nella quale chiedo al governo di presentare al Parlamento la relazione di attuazione della legge 157 del 1992 sul prelievo venatorio e di provvedere, al più presto, al trasferimento alle regioni delle risorse derivate dalla tassa di concessione governativa per la licenza di porto d’armi per la caccia, così come sancito dalla legge 23 del 2000. L’iniziativa in atto mi porta a chiedere una sollecitazione nella risposta del Ministro”.

“La legge 157 del 1992 – prosegue la deputata del Pd – ha rappresentato un punto di equilibrio avanzato e condiviso dalle associazioni venatorie, agricole ed ambientaliste ed ogni possibile modificazione deve scaturire da un’attenta riflessione sulla sua applicazione nel nostro paese. Il Pd accoglie con grande favore la nascita di un tavolo comune tra mondo venatorio, agricolo e ambientalista e fin dai prossimi giorni saremo a disposizione per ogni utile lavoro comune”.

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    1 commento


    1. Egr. Onorevole
      ben venga un tavolo di confronto ma che sia su basi tecniche . L’esperienza sul campo mi ha dimostrato che non è possibile che tutti i cacciatori pratichino tutte le forme di caccia.
      Opportuna la specializzazione e la conseguente riduzione della pressione venatoria.
      L’Italia ha sottoscritto una convenzione internazionale sull’eliminazione delle munizioni di piombo nelle zone umide, ratificata dal parlamento; perchè tanta difficoltà ad applicarla?
      Perchè creiamo i SIC e le ZPS per accontentare l’UE e poi non le rispettiamo?
      Conftontarsi e fare accordi significa rinunciare a parte delle proprie pretese ed accettare in parte leposizioni altrui. Non mi sembra che i cacciatori e particolarmente le loro associazioni siano disponibili.
      Distinti saluti
      Vittorio Romeo

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