Cenni (Pd): “Filiera cerealicola e grano italiano: adesso il Governo si attivi per rispettare gli impegni approvati in Aula”

 

“Un voto unanime rallegra chi si occupa di agricoltura ed è impegnativo per il Governo”. Così Susanna Cenni, vicepresidente della commissione agricoltura della Camera, commenta l’approvazione all’unanimità alla Camera delle mozioni a sostegno del comparto cerealicolo.

“Tra i testi approvati – spiega Cenni – c’è anche la mozione del Pd, a prima firma Incerti, sottoscritta anche da me, che impegna il Governo a intraprendere iniziative volte a tutelare gli agricoltori operanti nel settore dei cereali e a valorizzare il grano duro di origine italiana, anche attraverso misure dirette ad aggiornare il Piano cerealicolo nazionale. Ma anche tutelare il reddito degli agricoltori e aiutare le aziende italiane in un percorso di consolidamento e di rilancio degli investimenti”.

“Nello specifico la mozione impegna il Governo a sostenere l’aumento di competitività delle aziende agricole, anche attraverso lo sviluppo di strategie di aggregazione, sinergie nell’ambito della filiera e strumenti per favorire l’equilibrio di mercato e la trasparenza nella rilevazione e formazione di prezzi – ha ricordato ancora Cenni – La cerealicoltura è il settore che mette in tavola i prodotti principali della nostra alimentazione e della dieta mediterranea e, nei nostri territori, tutto questo significa anche paesaggio e tutela dal dissesto idrogeologico. Filiere più forti, strutturate, produzioni di qualità e attente ai gusti alimentari e ai requisiti salutisti. Ma anche sicurezza alimentare e tracciabilità. Oggi al Governo sono state consegnate indicazioni di lavoro chiare, importanti, richieste anche dai produttori e da quegli amministratori che in questi anni hanno promosso e sostenuto filiere, pane, pasta e prodotti da forno di qualità. Tra gli impegni della mozione c’è anche il fondamentale sostegno alla ricerca, all’innovazione e la valorizzazione dei grani antichi recuperati grazie alla biodiversità e di quelli biologici. Impegni da mantenere anche su scala europea, in modo da arrivare alla definizione di norme comuni che rendano obbligatoria l’indicazione dell’origine del frumento duro sulle confezioni di pasta. L’augurio è che tutti questi intendimenti non restino solo agli atti parlamentari”.

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