Cenni (Pd): “Qualche timido passo avanti ma bisogna ancora intervenire su dl Imu per attenuare iniquità tra agricoltori e territori”

“Con le modifiche al Senato sono stati recuperati alle esenzioni alcuni ulteriori Comuni, si è inserita una franchigia di 200 euro, che apprezziamo, ma non basta. I nostri territori sono ancora interessati da imposizione non equilibrata e iniquità, occorre quindi lavorare ancora per rivedere i criteri di imposizione. Al testo che oggi abbiamo iniziato a votare erano state presentate ipotesi di modifica”. Così Susanna Cenni, parlamentare del Pd e membro della commissione agricoltura della Camera torna a intervenire sul decreto Imu.
“Nei giorni scorsi – ricorda Cenni – insieme ad altri colleghi abbiamo depositato alcuni emendamenti che andavano dal recupero degli elenchi dei comuni antecedenti alle norme di questi mesi, ossia all’elenco che esentava i comuni delle aree marginali, che nel nostro territorio erano la maggior parte dei comuni della provincia di Siena, fino a interventi più graduali di modifica, come la crescita della franchigia a 600 euro. Il testo però adesso non può essere modificato e i nostri emendamenti sono stati ritirati in commissione finanze. Dopo le determinazioni della legge di stabilità, eravamo intervenuti con lettere al Ministro Martina, ordini del giorno e lavorando in commissione agricoltura ad un parere che chiede di riaprire il tema in successivo provvedimento, alla luce di un monitoraggio sull’applicazione dell’imposta finalizzato a una sua rimodulazione e revisione dentro alla delega fiscale”.
“Come ho già detto nella mia dichiarazione in commissione agricoltura – prosegue la deputata toscana – questa norma, che oggi dobbiamo approvare altrimenti resterebbe in vigore il testo uscito dalla legge di Stabilità,( cioè quello che esenta solo i comuni sopra i 600 mt, e che costringerebbe anche al pagamento delle sanzioni coloro che non hanno ancora versato le quote 2014), mantiene elementi di iniquità che vanno ad incidere soprattutto su aree come le nostre. Per questa ragione dobbiamo continuare a lavorare per modificarlo in tempi brevi, magari proprio dentro la delega fiscale”.
“Mentre proseguiamo nel voto – conclude Cenni – ho depositato un ulteriore ordine del giorno con il quale si impegna appunto il Governo a costituire un tavolo di monitoraggio con Comuni e associazioni, e a rivedere nel primo provvedimento utile i criteri di esenzione dall’Imu anche sulla base della redditività agricola, del reale valore dei terreni agricoli, delle produzioni biologiche e di qualità. Nessuno pensa che tutta l’agricoltura di per se debba essere esente da imposizioni, ma le imprese e i terreni non sono tutte uguali. Ciò che mi sento di chiedere ancora è di distinguere e rimodulare meglio il contributo che anche il mondo agricolo dovrà dare al risanamento del Paese, partendo però da una diversa considerazione di coloro che già danno un enorme contributo presidiando territori disagiati e garantendo che si eviti dissesto idrogeologico”.
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