Cenni (Pd): “Regolamento sementi UE in dirittura di arrivo: Tutelare la qualità, la biodiversità e il libero scambio delle sementi”

“Quali sono le iniziative che il Governo intende attivare per bloccare tutte le iniziative che rischiano di complicare la circolazione delle sementi, soprattutto tra gli agricoltori locali e tra gli agricoltori custodi, che tanti sforzi hanno compiuto e compiono per recuperare e riprodurre varietà vegetali che rischiano di scomparire, ed ancora come, in coerenza con gli atti assunti da parlamento e governo in materia di Ogm, si intenda rappresentare questa volontà, impedendo ogni possibile diritto di brevetto su semi non modificati geneticamente, ma riprodotti naturalmente.  E’ questo, in estrema sintesi, il cuore dell’interrogazione rivolta da Susanna Cenni, deputata del Partito democratico, al ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali, la cui guida è stata assunta, ad interim, dal presidente Enrico Letta. Un atto che assume una particolare significato anche in vista del semestre di presidenza italiana dell’Unione europea.
“L’iter per la definizione del regolamento del parlamento europeo e del consiglio relativo alla messa a disposizione sul mercato di materiale riproduttivo vegetale è in fase di arrivo, e il prossimo 11 febbraio si attende un passaggio conclusivo . Gli obiettivi del nuovo regolamento Comunitario – prosegue Cenni – dovrebbero essere prima di tutto rivolti alla tutela degli agricoltori, alla garanzia sulla qualità delle sementi e al sostegno e alla diffusione della biodiversità agricola. Chiusa la fase emendativa ora si apre un importante momento per la commissione agricoltura del parlamento Europeo, che, ci auguriamo, si muova, anche attraverso il suo presidente Paolo de Castro, nella direzione auspicata dal mondo agricolo, da tante associazioni impegnate nell’agricoltura biologica e per la biodiversità,  per snellire e sburocratizzare le procedure, così da sostenere quegli agricoltori che intendono conservare e commercializzare i proprio semi’ , e quell’agricoltura che contribuisce al buon nome del Made in Italy, della qualità’, della sostenibilità, al presidio delle aree più disagiate ” ricorda la deputata toscana portavoce nazionale Ecodem.
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