Cenni: “Sulle energie rinnovabili, Governo nemico del futuro”

Dopo mesi di disinformazione e incertezza è stato presentato, pochi giorni fa, dai ministri Romani e Prestigiacomo il decreto interministeriale che disciplina il nuovo regime di programmazione degli incentivi per il settore fotovoltaico. Il provvedimento prevede una razionalizzazione del sistema degli incentivi e dà un duro colpo al settore delle energie rinnovabili. Il governo Berlusconi, infatti, non ha dato ascolto alle preoccupazioni di migliaia di imprese ed operatori, né ha tenuto conto del parere delle Regioni e delle indicazioni del Parlamento. Ci troviamo, ancora una volta, sul fronte della green economy, davanti a politiche scellerate. Lo sviluppo delle fonti rinnovabili, al contrario, si lega a quello della nostra economia ed è uno dei motori che può rilanciarla puntando su ricerca e innovazione. L’Italia, infatti, è l’unico Paese europeo che ha registrato una diminuzione del lavoro qualificato e un aumento di quello dequalificato. Sul fronte delle energie rinnovabili la maggioranza non ha risposto alle richieste contenute nella mozione presentata dal Pd approvata all’unanimità e ha presentato un decreto legge che abroga il piano nucleare, spaventato solo da un’opinione pubblica che avrebbe espresso un Sì schiacciante al referendum per fermare il nucleare. Su questo tema invito a tenere alta l’attenzione. Ci troviamo di fronte a una politica totalmente insensata: da una parte, il brusco calo degli incentivi mette a rischio il futuro di decine di migliaia di lavoratori e di imprese, proprio mentre l’Italia stava finalmente recuperando il terreno perduto, facendo delle rinnovabili il settore più dinamico e innovativo dell’economia. E dall’altra il duro colpo inferto alle prospettive di crescita della green economy, dimostra come Berlusconi e il suo governo vogliono puntare sul nucleare. Si tratta di un vero e proprio imbroglio che, in piena campagna elettorale, mira a confondere le acque, mettendo da parte il referendum sul nucleare per paura del calo di consensi, senza esprimere un chiaro no all’energia da atomo. Il decreto presentato dai ministri Romani e Prestigiacomo, inoltre, è solo un compromesso che non scioglie né risolve i problemi fondamentali innescati dal provvedimento del 3 marzo scorso che avevano determinato il blocco degli investimenti. Le criticità rimangono, e non sono di poco conto: gli effetti sono sostanzialmente retroattivi e agli operatori del settore sarà richiesto uno sforzo molto pesante per evitare il rallentamento delle installazioni e il conseguente effetto nefasto sull’ occupazione. Noi ci continueremo a battere per garantire un futuro certo a tutto il settore delle rinnovabili contro questo governo nemico del futuro.

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