Dal Ministro Carfagna molte parole e pochi fatti: ancora nessuna risorsa per i centri antiviolenza

Assieme alle colleghe Mariani ed Amici ho sottoscritto questa interrogazione perché non è mai stato chiarito che fine abbiano fatto le risorse tagliate ai centri antiviolenza.
Intendiamo per questo conoscere le motivazioni per cui gli stanziamenti annunciati dal Ministero delle Pari Opportunità a supporto dei centri antiviolenza non siano stati ancora erogati e quali iniziative il Governo intenda concretizzare al fine di dare seguito all’attuazione del Piano nazionale antiviolenza approvato nell’ottobre dello scorso anno.

Interrogazione a risposta in commissione:

Al  Ministro delle Pari Opportunità. – Per sapere – premesso che:

nel nostro Paese il fenomeno della violenza contro le donne continua oggi a manifestarsi in tutta la sua tragicità con dati che non accennano a diminuire, come testimoniano gli ultimi rilevamenti Istat disponibili;

i centri di accoglienza per le donne vittime di violenza  rappresentano un punto di riferimento sul territorio e un aiuto, spesso offerto a titolo gratuito da personale volontario, di fondamentale importanza per chi si trovi in difficoltà;

le principali reti di associazionismo femminile, impegnate sui temi della tutela della donna e dei servizi territoriali contro la violenza, si trovano a dovere lanciare un grido di allarme per la chiusura forzata di numerosi centri antiviolenza e case rifugio;

tra i centri attivi sul territorio si segnala ad esempio la richiesta di aiuto dell’associazione Luna Onlus, facente parte della più ampia rete nazionale D.i.Re. e operante nella provincia di Lucca, la quale lamenta gravi difficoltà derivanti dalla cronica mancanza di fondi per far fronte alle attività quotidiane;

le difficoltà dei centri, interamente finanziati dagli enti locali, appaiono essere diretta conseguenza della drastica riduzione dei trasferimenti a regioni, province e comuni a seguito delle rigide misure di controllo del debito pubblico prese dal Governo;

nell’ottobre 2010 è stato approvato il Piano nazionale antiviolenza con le seguenti finalità: assicurare un livello di informazione adeguato; garantire ed implementare una rete tra i centri antiviolenza e le altre strutture pubbliche e private di territori, in modo da assicurare un’adeguata assistenza alle vittime su tutto il territorio nazionale; assicurare lo sviluppo di tutte le professionalità che entrano in contatto con le tematiche della violenza di genere; prevedere una raccolta strutturata di dati e di informazioni del fenomeno per comprenderlo meglio e seguirne l’evoluzione; potenziare le forme di assistenza e di sostegno alle donne vittime di violenza e ai loro figli. Tra gli obiettivi del Piano figura inoltre la formazione degli operatori e delle operatrici che svolgono attività di prima accoglienza alle vittime di violenza: operatori sanitari dei dipartimenti di emergenza – accettazione, psichiatri, medici, ginecologi, psicologi, sociologi, operatori di accoglienza, operatori del 118, operatori di servizi sociali;

per il suddetto Piano nazionale antiviolenza era stato annunciato un finanziamento pari a 18 milioni di euro, oltre ad ulteriori risorse pari a cinque milioni di euro prelevate dal Fondo per le pari opportunità a valere sul capitolo 493 del bilancio di previsione per l’anno 2011 della Presidenza del Consiglio dei ministri;

il 25 gennaio 2011 è stata approvata la mozione a prima firma Amici che impegna il governo ad avviare, prevedendo un’adeguata copertura economica, un piano d’intervento nazionale, curato dal dipartimento per le pari opportunità presso la Presidenza del Consiglio dei ministri in accordo con la Conferenza unificata, mirato al sostegno di case rifugio, centri antiviolenza, alla predisposizione di campagne informative e formative nonché di un sistema di misure a tutela delle vittime della violenza, alla costruzione di azioni concrete di prevenzione, nonché ad assumere ogni iniziativa diretta a incrementare i fondi stanziati a favore del dipartimento per le pari opportunità per il finanziamento della rete dei centri antiviolenza e delle case rifugio al fine di scongiurarne la chiusura e il ridimensionamento, dando, finalmente a questi fondamentali servizi una stabilità e il senso di appartenere ad un sistema strutturato e integrato :-

le motivazioni per cui gli stanziamenti annunciati dal Ministero a sostegno dei centri antiviolenza non sono ancora stati erogati e quali iniziative il Governo intenda assumere al fine di dare seguito all’attuazione del Piano nazionale antiviolenza.

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