DONNE PENALIZZATE NELLA LEGGE DI BILANCIO 2019

 

MANCATO FINANZIAMENTO FONDO SOLIDARIETA’ VITTIME REATI

  • Di estrema importanza appare il mancato incremento del Fondo di rotazione per la solidarietà alle vittime di reati di tipo mafioso, delle richieste estorsive, dell’usura e dei reati intenzionali violenti nonché agli orfani per crimini domestici, che anzi subisce un definanziamento di circa 158 mila euro. Senza tali risorse non è possibile garantire e implementare, tra l’altro, la presenza di professionalità psicologiche esperte all’interno degli istituti penitenziari per consentire un trattamento intensificato cognitivo-comportamentale nei confronti degli autori di reati contro le donne e per la prevenzione della recidiva.

AUMENTO DI TASSAZIONE DELLE IMPRESE (ANCHE FEMMINILI)

  • La manovra abolisce un apprezzato sistema di tassazione delle imprese coerente, neutrale e favorevole alla crescita sostituendolo con una detassazione degli utili macchinosa e complessa;

la manovra produrrà importanti effetti redistributivi nell’onere del prelievo, con imprese che beneficeranno di riduzioni e altre che potranno subire aumenti di tassazione, anche consistenti, in funzione delle loro scelte non solo future, ma anche passate. Misure che colpiranno quindi anche le imprese al femminile.

INCERTEZZE PER LE DONNE SU LAVORO E PENSIONI

  • Nulla con riferimento alla riproposizione dell’opzione donna, anch’essa oggetto di promessa elettorale. Niente per portare a termine le salvaguardie dalla legge Fornero. Si pone uno stop alla pur positiva sperimentazione dell’APE sociale, con la conseguenza che, prima che possano effettivamente entrare in vigore le nuove misure promesse, migliaia di lavoratori si troveranno nell’impossibilità di anticipare il ritiro dal lavoro usufruendo dello strumento introdotto dai governi nella scorsa legislatura.
  • Nella scorsa legge di bilancio era stata introdotta una piccola ma significativa misura a sostegno delle donne vittime di violenza, tramite l’introduzione di uno sgravio contributivo a favore delle cooperative sociali che avessero provveduto alla loro assunzione; anche in questo caso, sulla scia di una serie di scelte che paiono improntate alla marginalizzazione delle donne, anche le più fragili, nel contesto lavorativo, il provvedimento in oggetto trascura l’estensione della vigenza della norma.

VISIONE ARCAICA DELLE DONNE IN AGRICOLTURA

  • In particolare le misure previste all’articolo 49 propongono un approccio propagandistico e non condivisibile, risultando inadeguato per fronteggiare la crescita dell’attività agricola, inadatto a combattere lo spopolamento delle aree agricole e insufficiente per far fronte alle esigenze dei giovani agricoltori e a quelle delle imprese agricole a conduzione femminile. Una visione arretrata delle esigenze delle famiglie e in particolare delle donne.
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