Doppia bocciatura per il Ministro Zaia

Si dice che nel suo staff abbia abili comunicatori, esperti di immagine, e non stento a crederlo vista la sua iperpresenza sui media, oggi in grembiule, ieri con le scarpe terrose, l’altro ieri in sella ad un cavallo …ma nemmeno tale abilità lo ha salvato da recenti e pesanti sconfitte. Due fulmini infatti, nel cielo già molto nuvoloso del Governo, hanno colpito il Ministro dell’agricoltura Luca Zaia. Sono quelli che, in pochi giorni, hanno incenerito il cosiddetto “Codice agricolo” e il Disegno di Legge 2260 relativo alle misure per il rafforzamento della competitività del settore agroalimentare.

Il Codice agricolo, che il ministro aveva spinto con forza come strumento per la semplificazione legislativa dell’agricoltura italiana, (cambieranno la vita degli agricoltori aveva detto) si è “impantanato” alla Camera, bloccato dalla formula “necessità di valutazione ed approfondimento”. Tradotto significa che il provvedimento in esame appare lacunoso e confuso, che non c’era assolutamente niente in tema di semplificazione, che rischia di essere affossato definitivamente anche perché, come sottolineato in Commissione agricoltura, il testo potrebbe aumentare la confusione rispetto alla normativa precedente. Una preoccupazione sottolineata anche dalle organizzazioni cooperative che hanno espresso a Zaia le loro perplessità per un provvedimento giudicato poco attento al mondo delle imprese agroalimentari e incoerente con le leggi in vigore.

Con il disegno di legge 2260 il “tonfo” del ministro dell’agricoltura ha fatto ancor più rumore. Dopo il voto all’unanimità al Senato, sulla etichettatura, infatti, il provvedimento che proprio il Ministro aveva alla Camera voluto per mettere assieme etichettatura e provvedimenti (a dire il vero senza risorse e con poco senso) per la competitività del settore alimentare è stato bocciato alla Camera, anche per l’assenza di 88 deputati della maggioranza che hanno pensato di disertare l’aula aprendo, tra l’altro, un’altra crepa politica in un centrodestra che appare sempre meno compatto. Nel merito, il testo, molto atteso per la sicurezza alimentare, la promozione dei prodotti locali, la rintracciabilità e l’etichettatura era già stato pesantemente “asciugato” dalla Commissione bilancio e solo grazie agli emedamenti dell’opposizione, sul reinserimento piccola proprietà contadina, sulla proroga alle agevolazioni contributive per le zone svantaggiate e sul sostegno all’imprenditoria giovanile, aveva riacquistato qualche elemento di concretezza. Un momento triste quello dell’aula, con l’immagine di un ministro completamente solo nei banchi del governo, che incassava la bocciatura sin dai primi emendamenti.

La doppia bocciatura registrata dal ministro Zaia è solo l’ultimo segnale di un governo incapace di definire gli obiettivi di fondo in una fase di grave crisi dell’agricoltura, caratterizzata dalla caduta dei prezzi all’origine, dalla necessità di affrontare le sfide di mercati sempre più aperti e competitivi, e di lavorare per una riforma condivisa della politica agricola comunitaria del 2013. La mancanza di una visione complessiva del governo dell’agricoltura italiana ha aggravato ancora di più le difficoltà dei coltivatori e delle imprese agricole – alimentari. Il contributo del Pd,  è stato il piu possibile concreto e basato su alcuni interventi urgenti: favorire l’accesso al credito degli agricoltori, sostenere la concentrazione organizzativa di filiera, incrementare gli aiuti per la ricerca e l’innovazione. Grandi temi ai quali, in Commissione agricoltura, abbiamo aggiunto proposte e iniziative, sempre inascoltate dal Governo, per un rilancio del settore agricolo proiettato sul lungo periodo. Non ci stupiscono, dunque, queste debacle di un ministro che, in due anni, ha pensato più a rafforzare la sua immagine pubblica, per affrontare poi la corsa alle elezioni regionali in Veneto, che lavorare per il Paese e per il mondo agricolo.

Zaia diventerà quasi certamente Presidente del Veneto, per l’agricoltura ci auguriamo che possa arrivare un Ministro magari meno sportivo e comunicativo ma più attento all’agricoltura.

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    1 commento


    1. SONO RIMASTO ESTEREFATTO DALLE DICHIAROZIONI DI BOSSI SUL CASO BERTOLASO. BOSSI IN SOSTANZA HA DETTO CHE BERTOLASO E’ BRAVO, PER CUI SE HA RUBATO O NO E’ DEL TUTTO IRRILEVANTE E, COMUNQUE, I CITTADINI VOTANO UGUALMENTEIL PDL INDIPENDENTEMENTE DALLA LORO ONESTA’. TEMO CHE SU QUEST’ULTIMA AFFERMAZIONE ABBIA RAGIONE, PER CUI MI ASPETTAVO UNA PRESA DI POSIZIONE DEL PD PIU’ DECISA, NON SULLA COLPEVOLEZZA O MENO DI BERTOLASO, CHE SARA’ LA MAGISTRATURA A DECIDERE, MA SULLE AFFERMAZIONE DI BOSSI CHE MI SEMBRA SIANO CONDIVISE DA TUTTA LA MAGGIORANZA. TI AUGURO BUON LAVORO PER LA TUA ATTIVITA’ DI DEPUTATO. UN SALUTO
      FABRIZIO

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