E’ il tempo di combattere assieme..

Polonia, Ungheria, Slovenia. E’ il nuovo fronte che rischia di far saltare gli accordi che sembravano oramai fatti con il rientro, qualche mese fa, dei cosiddetti Paesi “frugali” sul New Generatione UE. Più del gioco strategico inquieta la ragione cui questo fronte lega il suo No. I tre Paesi chiedono che tra i requisiti per l’accesso ai fondi venga rimosso il rispetto de “lo stato di diritto”. Non è un refuso, è proprio questo. E non state sognando, siamo nel 2020. E’ abbastanza evidente a tutti, credo, che aderire all’Europa che si fonda sul rispetto della Democrazia in tutte le sue declinazioni e chiedere che tale principio non valga nell’accesso ai fondi risulti abbastanza originale per ritenerla la ragione autentica di questo stop. Allora perché sta accadendo tutto questo? Perché mentre l’Italia costruisce la sua legge di Bilancio e una parte delle scelte più strategiche contando su quello strumento? Perché mentre l’Europa cerca di sostenere gli sforzi necessari ad uscire dalla Pandemia? Solo tattica per ottenere qualcosa? Lo vedremo molto presto, ma è certo che mentre il nostro Paese registra un terribile nuovo record superando i 750 morti in un giorno, mentre si annunciano nuovi decreti ristori, un nuovo scostamento di Bilancio, mentre viene bollinata la nuova legge di Bilancio, beh.. si fa fatica a pensare di sedersi con serenità a tavoli per trattare di nuovo sul futuro del così detto Recovery Fund. E’ certo che questo nuovo stop pone ancora interrogativi sulla solidità del progetto Europeo, su quel progetto tanto voluto dai padri dell’Europa e che oggi affonda le sue rinnovate ragione nella svolta Green, una svolta necessaria, indispensabile ad una ripartenza sociale ed economica. Su quella svolta, sul buon senso dei nostri rappresentanti, su quel ritrovato asse tra il nostro Paese, la Francia, la Germania. Sull’impegno di Paolo Gentiloni ed anche della Presidente di turno Merkel, possiamo certo confidare.

Più volte il Presidente della Repubblica in questi giorni contatta la sua autorevolezza. Ha fatto appello al senso dello Stato, al dialogo, al confronto, al confronto del Governo con il Parlamento, delle forze di maggioranza con quelle di opposizione, dello Stato con le Regioni, un richiamo ed un appello fondamentale e necessario.

Credo sia giusto dirlo: non è stato edificante lo spettacolo dello scontro tra Stato e Regioni, o tra Regioni e Sindaci sulla gestione della crisi Pandemica. Non credo sia utile, mentre si chiedono nuovamente a cittadini ed imprese responsabilità, pazienza e sacrifici, aprire una discussione pubblica e mediatica sui criteri, sugli indicatori, sui colori, sui commissari. La curva dei contagi ha raggiunto numeri che non avremmo immaginato solo due settimane fa, e stavolta accanto a quella Lombardia che continua ad avere il quadro più pesante, non c’è area del Paese che non faccia i conti con malattia, ospedali stressati, morti, imprese in difficoltà pur con livelli di gravità e di risposta molto diversi. Davanti a tutto questo, le nostre energie dovrebbero essere profuse, ognuno per le proprie responsabilità e con le proprie forze, per concorrere ad una unica battaglia, quella contro l’avversario vero: il Virus.

Abbiamo settori che stanno soffrendo moltissimo, in modo particolare il terziario, il commercio, il turismo e tutte quelle professioni che avevano da poco ricominciato a respirare. Con alcuni di loro sono stata sempre in contatto, in questi giorni avremo nuovi incontri, cercherò come sempre di rappresentare le difficoltà e di contribuire a costruire risposte. I codici Ateco che mancano, i periodi di riferimento per i ristori, le attività che vengono chiuse e quelle che restano aperte, la cassa integrazione e la paura per tanti che sia l’anticamera della disoccupazione, in modo particolare femminile, i ragazzi che tornano a studiare senza condividere mattine e serate con i propri compagni, questo deve essere il nostro assillo adesso, l’assillo unico di un Paese intero che combatte compatto, e che non vedrà qualcuno vincere o perdere più degli altri: uscire presto dalla crisi, sconfiggere il contagio e ricominciare a vivere costruendo il Dopo.

Abbiamo ragioni che ci aiutano a confidare positivamente in quel Dopo.

Sicuramente l’arrivo dei vaccini contro il Covid. Ad oggi pare che siano ben tre quelli sui quali la sperimentazione ha già dato esito positivo. Questa realtà è forse per la prima volta frutto di una cooperazione tra Stati e mondi della ricerca che mai era avvenutoa prima. Si è in gran parte lavorato collaborando, scambiando risultati ed informazioni, giungendo quindi ben prima di quanto la prassi e l’esperienza avessero fatto in precedenza a risultati straordinari che nel 2021 consentiranno di combattere il virus con un’arma fondamentale.

Certamente la vittoria di Biden negli Stati Uniti e l’archiviazione (che certo non si prospetta arrivare con un sereno passaggio di consegne) della stagione Trumpiana, consegna anche a noi ragioni di ottimismo, a partire dalla fine delle folli politiche dei dazi che hanno colpito anche il nostro Made in Italy, dalla conclusione del negazionismo climatico, dall’assunzione di una consapevolezza forte sulla gravità della pandemia negli Stati Uniti e di un rilancio della riforma sanitaria, di una rinnovata tutela dei diritti delle donne e delle minoranze. Accanto a tutto questo c’è la splendida novità della prima vice presidente donna, Kamala Harris, donna di origini indiane, competente, che nel suo primo discorso dopo la vittoria ha riassunto il senso di quel ruolo nelle parole “Sono solo la prima”. E’ cosi, quando una donna rompe il tetto di cristallo sa che quel traguardo è per tutte, è delle bambine di oggi e delle donne di domani, che potranno nella loro vita coltivare ogni ambizione. E quel tetto è stato infranto anche con l’elezione della prima Rettrice alla Università La Sapienza, la professoressa Antonella Polimeni.

Lo sappiamo, spesso dalle donne passa il cambiamento e la speranza. Ed oggi ne abbiamo un bisogno formidabile. Io ne sono convinta, ed anche per questo vi consiglio la lettura dell’ultimo bel libro di Isabel Allende Donne dell’anima mia:

«da ragazza lottavo per l’eguaglianza e volevo partecipare al gioco degli uomini, ma con la maturità ho capito che quello è un gioco folle che sta distruggendo il pianeta e il tessuto morale dell’umanità. Non si tratta di replicare il disastro, bensì di porvi rimedio».

Poniamo rimedio. A presto,

Susanna

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    One thought on “E’ il tempo di combattere assieme..

    1. Ottima analisi, una donna di livello impegnata nella politica e nel nostro partito che ha saputo sempre vedere e attraversare i temi fondamentali. Cerchiamo in questo momento di rafforzare il nostro partito ,la nostra idea di politica ,di essere maggiormente protagonisti di una stagione questa che sta portando avanti le nostre tematiche ,le tematiche progressiste di un nuovo ruolo dello Stato e a non confidare nel privato come si è fatto fino ad oggi sempre alla ricerca di liberarsi di lacci e lacciuoli. Si è compresa l’importanza che lo Stato ha di fronte a problemi di questa dimensione e la necessita’ di esso come protagonista. Dopo questa crisi dovra’ continuare a rafforzarsi questo ruolo. Buon lavoro Susanna

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