Editoria, sospensione Corriere di Siena, Cenni (Pd): “Fatto grave, il Governo convochi tavolo nazionale”

“La sospensione delle pubblicazioni del Corriere di Siena annunciata nei giorni scorsi dal Gruppo Corriere è una pessima notizia. Ho presentato un’interrogazione al Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte al Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Nunzia Catalfo e al Ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, per sapere quali iniziative urgenti intendano prendere per salvaguardare i livelli occupazionali, per garantire la continuità editoriale e se ritengano di accogliere la richiesta di insediare un tavolo nazionale al Ministero”. Queste le parole della parlamentare dem Susanna Cenni, alla luce della sospensione delle pubblicazioni del Corriere di Siena, che, da lunedì 6 aprile, non è più in edicola.

“Nei giorni scorsi il Gruppo Corriere ha comunicato al Comitato di redazione di voler sospendere le pubblicazioni. Da lunedì 6 aprile fino a data da destinarsi il Corriere di Siena non è più in edicola. Con questa decisione termina la pubblicazione di un quotidiano locale nato nel 1986 e punto di riferimento per un territorio di 250 mila abitanti. Ad oggi non sono state comunicate le ragioni di una decisione che appare in contraddizione rispetto a quanto affermato recentemente dall’azienda, la quale, in un comunicato esprimeva soddisfazione per i numeri ottenuti nella pagina online della testata”.

“La sospensione, o peggio la chiusura, di un giornale è sempre una brutta notizia. A maggior ragione in un momento di crisi e di attenzione alle notizie, come quello che stiamo vivendo, il regolare e costante svolgimento del servizio di informazione anche locale è essenziale. Le associazioni regionali di stampa toscana, romana e umbra, il consiglio dell’ordine della Toscana hanno espresso il proprio disappunto per la decisione della proprietà del gruppo Corriere. Nell’esprimere la mia vicinanza a tutta la redazione senese del Corriere mi auguro di poter contribuire alla ricerca di una soluzione positiva a questa vicenda con la ripresa delle pubblicazioni e la salvaguardia dei posti di lavoro”.

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