Esserci in tante: il 7 settembre le donne a Siena

La mia riflessione su l’Unità dopo Nadia Urbinati, il passa parola, la voglia di tante di tornarsi a parlare o di parlarsi per la prima volta…non so cosa abbia più di altro contribuito…fatto sta che in questi giorni le adesioni sono state tantissime.Tante donne di Siena, le toscane, donne di Genova, di Reggio Emilia..donne Parlamentari, Paola Concia, Vittoria Franco… e poi i contatti via facebook, tante che non verranno ma si stanno attivando nelle loro città  con il desiderio di tenersi in contatto…qualcosa si sta davvero mettendo in moto, ed io sono molto contenta che stavolta da Siena parta qualcosa di importante.

Lunedì 7 settembre

ore 16,30

sala S. Galgano – complesso S. Maria della Scala

Siena

Esserci in tante sarà importante per tutte noi.

Vi aspetto…e continuate a passare la parola

Susanna Cenni 

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    4 commenti


    1. Grazie Susanna, hai dato voce alle riflessioni che molte di noi in profonda solitudine stanno facendo da molti mesi. Parteciperò con entusiasmo all’iniziativa a Siena, è per me la prima occasione dopo tanto tempo di ritrovarmi insieme a tante altre donne per darci voce e provare insieme ad avviare un percorso che rimetti al centro della politica e dell’impegno un progetto ed una prospettiva di giustizia sociale, pari opportunità e che riapra un confronto culturale vero in questo nostro Paese.
      Grazie
      Gabriella PEdreschi, Assessora Provincia di Lucca alle politiche del lavoro, formazione professionale e pari opportunità

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    2. Mi fa veramente piacere leggere di questo appuntamento il 7 di settembre tra donne impegnate o che vogliono impegnarsi o che vogliono solo esprimere un loro punto di vista sul ruolo della donna nella nostra società o semplicemente a Siena.
      Spero di parteciparvi, impegni scolastici permettendo(sono una prof.ssa di lingua francese alle superiori alle prese con esami, scrutini riunioni preliminari).
      La scuola, il contatto diretto con i discenti è in mano sopratutto a noi donne.
      Ma si conosce il nostro impegno?
      Si conosce la nostra preparazione?
      Si conosce la nostra abnegazione e il nostro sopportare da anni tutti i cambiamenti interni alla scuola?
      Si sa che la maggiorparte dei prof. di oggi ha scelto questo mestiere per passione e che si cerca sempre di più di invogliare i giovani allo studio ?L’obiettivo infatti,è di deviarli da luoghi comuni come:studiare non serve a nulla tanto alla fine si riesce comunque se hai “un piston”.
      Aspettando di incontrarci
      Distinti saluti
      Prof.ssa Angela Germani
      IIS Roncalli-Sarrocchi Poggibonsi

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    3. Facciamo sentire una voce diversa

      Raccogliamo con entusiasmo la sfida lanciata da Susanna Cenni qualche giorno fa dalle colonne de L’Unità e de Il Corriere di Siena. Proseguendo la conversazione già in atto da qualche tempo ad opera di importanti voci del giornalismo e della cultura italiana, Susanna ci esortava infatti, come donne, a “darci una mossa” per far sentire la nostra voce.

      Eccoci, le rispondiamo, siamo pronte. O meglio, lo siamo da sempre, tanto che non abbiamo mai smesso di interrogarci sul mondo che ci circonda e che, purtroppo, non sempre ci piace, di avanzare proposte, di stimolare il confronto e il dibattito sui temi che ci stanno a cuore. L’ondata che ci ha travolto negli ultimi mesi è però stata talmente imponente da lasciarci, lo ammettiamo, senza fiato. I racconti sulle donne – e molto spesso delle donne, dalle veline alle escort, ma anche dalle loro mamme alle loro insegnanti – ci hanno lasciato afasiche per come hanno descritto un mondo che ci era allo stesso tempo intorno e lontano anni luce. Ci siamo quindi prima interrogate individualmente, poi in gruppi sempre più ampi: “Siamo noi quelle “strane”? Staremo mica diventando moraliste, o peggio “bacchettone”?”.

      No, noi non siamo più strane delle ragazze che vogliono fare le veline, che fanno scelte personali che possiamo non condividere, ma non ci permettiamo di criticare. Come loro vogliamo la libertà: la libertà di scegliere di non essere soggette ad un unico modello culturale di riuscita o di comportamento, di essere riconosciute al di là di un corpo del quale non disconosciamo l’importanza ma che non sarà mai l’unico oggetto del nostro interesse, di essere valorizzate per i talenti molteplici e diversi che cerchiamo di esprimere ogni giorno. Vogliamo che tutti i racconti su di noi, quelli dei media in primis, ci rappresentino nella nostra complessità – e perché no, talvolta anche con le nostre contraddizioni- ma rispettando la ricchezza che portiamo in tutti i contesti nei quali siamo attive, dalla famiglia al lavoro, all’impegno sociale e politico. Vogliamo inoltre che la politica che facciamo quotidianamente dentro e fuori dai partiti e dal nostro, il Partito democratico, sia sempre di più una politica in grado di rispettare la dignità delle donne, di valorizzarne le potenzialità e di esprimersi in modo chiaro e deciso rispetto al tema della responsabilità collettiva – delle donne e degli uomini tutti, quindi – di costruire uno spazio pubblico in grado di rappresentare adeguatamente l’enorme ricchezza di tutte le differenze che abbiamo intorno a noi. Vogliamo far sentire forte la nostra voce ora, senza aspettare tempi migliori, ma contribuendo attivamente a costruirli.

      Raccogliamo quindi con grande entusiasmo la proposta di incontrarci tutte il 7 settembre prossimo a Siena, al Santa Maria della Scala. Sarà un importante momento di confronto e di scambio, di dialogo e, speriamo, di costruzione di percorsi nuovi per il futuro. Siamo infatti convinte di quello che ha scritto Nadia Urbinati in un suo recente articolo, ovvero che “le donne sono sempre lo specchio della società, il segno più eloquente della condizione nella quale versa il loro paese […] nelle loro storie è riflessa la storia tragica o patetica delle loro case e delle loro città”, ma anche che dobbiamo continuare ad agire per scardinare “l’abitudine inveterata a leggere come naturalità ciò che invece era ed è sempre stato frutto di cultura e società”.

      E poiché della società facciamo parte tutti, vogliamo allargare l’invito a questo nostro appuntamento anche agli uomini, a tutti coloro che insieme a noi costruiscono il mondo nel quale viviamo e la sua cultura. Pensiamo infatti che una riflessione matura su temi così importanti non possa prescindere da un confronto creativo con l’identità dell’altro, con ciò che è “diverso da noi”. Speriamo che vogliano accettarlo.

      Fiorenza Anatrini, Loriana Bettini, Elena Elia, Claudia Foti, Simonetta Pellegrini, Marisa Perugini, Barbara Riccarelli, Annalisa Tedeschi

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    4. Ciao Susanna,
      ti sono grata per l’input che hai lanciato. Certo è che dall’incontro del 7 dovremmo uscire con parole e strategie valide e condivise. Che sappiano guardare oltre il presente. è una buona occasione.

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