#Etichettatura Onu, vince il buon senso, vince il Made in Italy

La risoluzione ONU secondo la quale molte eccellenze del Made in Italy sarebbero dannose per la salute, alla fine, non è passata. Bene così, perché sarebbe stato un duro colpo per il settore agroalimentare. Bene e giusto perché qualità e trasparenza verso i consumatori sono il tratto distintivo dei nostri migliori prodotti. C’era un errore di fondo nella risoluzione, come ho spiegato nel mio intervento in aula presentando la mozione del gruppo Pd. L’etichettatura, infatti, avrebbe segnalato una sorta di ‘alert’ generico su alimenti contenenti grassi, sali, zuccheri e dunque una fetta importante della nostra produzione agroalimentare. Per spiegare meglio la questione ho citato uno studio sull’olio extravergine di oliva toscano IGP realizzato alcuni anni fa dall’Università di Siena, che dimostra come, consumato in determinate quantità l’olio extravergine di oliva di qualità può dare importanti benefici sulla salute. È solo un esempio che dimostra, però, come siano sbagliati provvedimenti generici dal punto di vista della salute, dell’economia e del commercio internazionale.

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