#ExpodelleIdee: la biodiversità salverà il mondo?

A 100 giorni di distanza dall’Esposizione Universale oltre 500 esperti si sono incontrati lo scorso 7 febbraio a Milano in occasione di “Idee di Expo”. 42 tavoli per gettare le basi della Carta di Milano, protocollo sulla sicurezza alimentare che sarà “la prima grande eredità di Expo Milano 2015”.

Ho avuto modo di partecipare a quella giornata,  all’inizio di un percorso che dovrebbe portare alla definizione della Carta di Milano, una carta impegnativa. Ho seguito i lavori del tavolo sulla biodiversità, incontrato amici, competenze,  saperi. E attorno alla biodiversità ruota necessariamente buona parte dell’humus di “Expo”.

Articoli, documenti, iniziative varie in preparazione di Expo affermano che la biodiversità salverà il mondo. Nel sito dell’Esposizione saranno presenti il Parco della Biodiversità – 8.000 metri quadri, 7 serre, più di 200 specie e varietà agrarie ,  progettato dalla Facoltà di Scienze Agrarie e Alimentari di Milano, e la piazza della Biodiversità Mediterranea, in cui sarà possibile percorrere un sentiero a tappe per scoprire il significato profondo della biodiversità alimentare.

Chi come me si è sempre interessata del tema, spera davvero che Expo consenta di tradurre in impegni dei singoli Stati il salto di qualità auspicato.

Spero di aver dato il mio contributo non solo al tavolo, ma  con l’approvazione all’unanimità della mia proposta di legge per la tutela e la valorizzazione della biodiversità agraria e alimentare avvenuta nel dicembre scorso. Adesso spero che il Senato approvi velocemente il testo, in modo da dotare il nostro Paese di una legge in tempo utile per l’inizio di Expo, una legge che non fa miracoli ma aiuta a costruire percorsi virtuosi.

Non so se la biodiversità cambierà il mondo ma so con certezza, che senza biodiversità non c’è né futuro né  nutrimento certo.
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    1 commento


    1. Insisto nel chiedere se nella Legge Cenni sono tutelati i parenti selvaggi delle specie coltivate (come chiesto espressamente in Parlamento). Sono questi, infatti, gli UNICI a poter fornire diversità genetica alle colture che stanno affrontando stress di ogni genere, in primis i cambiamenti climatici.
      Cordialità
      Beti Piotto

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