Fiducia, coraggio e responsabilità. L’Italia si rialzerà

Sono ore complesse. Per il Paese, per le persone. Stiamo affrontando una grande emergenza sanitaria, economica, sociale. Il Governo è già intervenuto con alcuni decreti, altri ne arriveranno. Mercoledì il Consiglio dei Ministri ha discusso e varato un decreto con importanti provvedimenti per arginare l’avanzamento del contagio annunciato anche dal Presidente Conte con un suo discorso al Paese, a partire dalla chiusura delle scuole, delle università e di altri luoghi di aggregazione, invitando tutti ad adottare comportamenti attenti e responsabili.

Il Presidente della Repubblica con il suo messaggio ha chiesto all’Italia di reagire con fiducia, coraggio e senso di responsabilità, ha chiesto di attuare le indicazioni del Governo, di cambiare per un po’ di tempo i propri comportamenti con maggiore attenzione all’igiene, ai contatti con gli altri, ai luoghi affollati.

È il tempo del Covit-19, del cosiddetto Corona Virus, che sta colpendo con particolare virulenza il nostro Paese. Sono bastate due settimane dal primo focolaio a Codogno, per generare una diffusione molto pesante e mettere a dura prova il sistema sanitario lombardo.

Qualcuno ha parlato di “cigno nero”, uno di quegli eventi imprevedibili che possono cambiare il corso dell’economia a livello globale. Di certo nessuno poteva immaginare che un Virus di cui siamo venuti a conoscenza (parlo di noi cittadini) solo nel mese di gennaio, quando nella città di Whuan ha iniziato a propagarsi e ad allargare il contagio, avrebbe, in così breve tempo, prodotto una diffusione tanto vasta.

Non dobbiamo né sottovalutare, né drammatizzare. È una cosa seria con cui fare i conti. È un passaggio che, credo, segnerà uno spartiacque e ci farà ragionare di un prima e di un dopo parlando di questi anni. Stiamo facendo i conti con un virus di cui sappiamo troppo poco, e nonostante le straordinarie competenze che la nostra sanità e la nostra ricerca esprimono, nonostante l’istituto Spallanzani, il Sacco di Milano, o uomini di scienza di fama mondiale come Rino Rappuoli sappiamo che al momento la battaglia non la possiamo combattere con un farmaco immediatamente efficace o con un vaccino, perché il Corona Virus è un virus del tutto nuovo. Ci hanno infatti spiegato che al momento si interviene con combinazioni di farmaci, grazie all’intelligenza e al continuo scambio di informazioni nella comunità scientifica, e si continua assiduamente a studiare, a fare ricerca. Instancabilmente.

La non conoscenza, la non certezza dei tempi e dell’evoluzione di questo virus, sta rivelando la fragilità delle nostre comunità di fronte a tutto questo in un’epoca nella quale forse, come ci ricordava nei giorni scorsi Ezio Mauro in un suo editoriale, “ci stavamo adattando ad un nuovo ordine globale e lo vediamo mutare in disordine..che rovescia la modernità e forse la nostra onnipotenza” e ovviamente le paure, quelle alimentate dalla non conoscenza, non prevedibilità dei tempi, del decorso.

 

Eravamo abituati a vedere le divise della protezione civile davanti alle alluvioni, ai terremoti, purtroppo alle infrastrutture crollate, ma non davanti a un “nemico” invisibile. Il virus ha contagiato migliaia di cittadini italiani, ma forse ancora troppo poco si parla delle centinaia che sono già completamente guariti e ristabiliti. Ci sono vittime, purtroppo, ma dobbiamo anche dire che si tratta per lo più di uomini e donne che avevano già patologie pesanti sulle quali probabilmente il virus è intervenuto aggravandone le condizioni. Dobbiamo affrontarlo quindi con serietà, ma anche con la consapevolezza che con pazienza, tempo, e cure, lo si gestisce e si guarisce.

La sfida più grande che oggi abbiamo davanti è appunto, la gestibilità di questa emergenza. Dobbiamo fare in modo che il contagio non cresca troppo e troppo in fretta, consentendo al nostro Sistema Sanitario Nazionale di non andare in difficoltà con un numero troppo elevato di ammalati tutti assieme. Metto qui un link che spiega molto bene perché dobbiamo tutti impegnarci a non far crescere ancora il picco dei contagi.

Già il nostro SSN. Un Sistema Sanitario pubblico ed universale. Non lo dimentichiamo: pubblico e universale. Un sistema nel quale in questi giorni medici, infermieri, addetti al pronto soccorso, stanno lavorando senza soluzione di continuità. Mi sento di esprimere immensa gratitudine dei confronti di queste donne e di questi uomini, e ritengo che questa crisi dovrà servirci anche da monito per tornare a investire fortemente sul nostro sistema pubblico, messo a dura prova da anni di tagli e razionalizzazioni. In queste ore tutto il sistema pubblico e istituzionale è al lavoro e il mondo economico è in grande difficoltà.

Nel turismo, nel commercio, nell’agroalimentare, nell’industria, le conseguenze delle disdette, della mancanza di materia prima o semilavorati, dei blocchi legati alle zone rosse, della mancanza dei vettori per voli soppressi, della diffidenza generata nel mondo intero verso il Made in Italy. La crisi è già in atto con danni pesantissimi in termini di fatturato, di liquidità, di commesse che non possono essere onorate, di posti di lavoro a rischio.

Il Presidente del Consiglio Conte ed il Ministro dell’Economia Gualtieri hanno annunciato dopo i decreti già assunti, ulteriori 7,4 mld di interventi per l’economia. Credo sia giusto anche, come il Governo ha scelto di fare, procedere con gradualità, misurando e approfondendo difficoltà e campi sui quali intervenire. Nessuno dovrà essere lasciato solo, né sul lavoro, né nella quotidianità. Si stanno infatti studiando anche strumenti per supportare le famiglie in difficoltà per la chiusura delle scuole.

È un tempo straordinario, delicato, le vite delle persone sono agitate, cambiate e anche per questo non possiamo tollerare sciacalli e strumentalizzazioni che purtroppo non mancano, né tra i grandi protagonisti della politica, né tra i tristi e barbari leoni da tastiera. Il nostro Partito è in moto da giorni per ascoltare e contribuire alla definizione degli interventi, ma anche per comunicare agli italiani nel modo più utile mettendo a disposizione circoli, sedi per assumere e diffondere le informazioni che servono ad aiutare chi non ha chiare le informazioni, i numeri di telefono, le cose che bisogna fare. Perché questo deve fare una forza politica seria che ha innanzitutto a cuore le sorti del suo Paese.

In questi giorni sono saltati incontri ed iniziative che avevamo programmato per approfondire le conseguenze di questa crisi con il mondo agricolo a Roma e con le associazioni economiche a Siena, me ne scuso con tutti, ma stiamo comunque lavorando per telefono e via email e raccogliendo dati e casistiche per intervenire. Anzi colgo anche questa occasione per sollecitare chi desideri segnalare casi.

Sarà dura e serviranno risorse e strumenti molto forti, probabilmente un piano di interventi e di investimenti pubblici senza precedenti, davvero un new deal come avvenuto in altre stagioni nel mondo.

Adesso la priorità assoluta, il primo provvedimento anche economico, è combattere l’avanzata di Covid-19, sconfiggerlo. È il primo fondamentale passo, è un passo che si compie tutti assieme, e che POSSIAMO compiere, con un’unica voce istituzionale e la collaborazione di un popolo che si muove all’unisono perché questa è una battaglia comune, dal primo all’ultimo cittadino.

Le scuole sono chiuse, ma il Paese è vivo, e dobbiamo provare a trovare il meglio anche da questa occasione di differente “socialità”. Leggere di tante iniziative assunte da imprenditori, o da associazioni, da gruppi di cittadini, anche nei nostri territori, ci fa comprendere la nostra capacità di reagire e di rialzarci.

Siamo un grande Paese. Abbiamo le intelligenze, la forza e l’energia per rialzarci e tornare a essere l’Italia straordinaria che il mondo ha imparato ad amare. Ce la faremo, io ne sono sicura.

Forza, abbiamo fiducia in noi stessi e nelle nostre risorse, che insieme si riparte!

ps: avrei voluto scrivere del prossimo 8 marzo, avrei fortemente voluto scrivere del dramma che si sta consumando ai confini tra Turchia e Grecia, (vi metto qui una lettura interessante) delle infelicissime, sbagliatissime e tristi parole della Presidente Ursula Von Der Leyen, ma oggi era difficile non concentrare il mio editoriale sulla nostra emergenza. È certo che sia sulla vicenda greca così come sul corona virus, si misura un vuoto ancora grande dell’Europa di cui avremmo bisogno e che ancora non c’è.

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