Futuro prossimo e scenari globali. Le sfide intrecciate.

Domenica sarà una giornata importante. E non solo per l’Emilia Romagna e la Calabria al voto. Si vota per la qualità del governo locale di quelle due Regioni, per i programmi che sono stati sottoposti agli elettori, per la qualità dei candidati alla carica di Presidente. Eppure ancora una volta il leader della Lega ha provato a spostare il terreno di gioco, in parte riuscendovi, su di sé, interpretando il suo repertorio migliore, ritagliando alla candidata un ruolo di totale marginalità, e improvvisando anche un nuovo ruolo, quello del processo via citofono nei confronti di quello che, a suo parere, era un possibile spacciatore. Ha tentato lo show anche sulla sua vicenda giudiziaria nella giunta per le autorizzazioni del Senato. Eppure le Regioni sono un livello di Governo importante per la vita quotidiana delle persone. Fondamentale per la qualità della sanità, dei servizi, dei trasporti, per le politiche di sviluppo rurale, per la promozione dello sviluppo locale, della montagna e delle aree interne, per le imprese.

Mi auguro di cuore che i cittadini abbiano avuto modo di approfondire questi temi e le opzioni in campo. Spero che il Presidente Bonaccini possa proseguire il suo buon lavoro in una terra che merita di essere ancora governata bene e faccio i miei migliori auguri anche al candidato del centrosinistra in Calabria.

Intanto a Davos come ogni anno i leader del mondo discutono di futuro, di scenari, di diseguaglianze e, quest’anno, necessariamente di clima e di ambiente, della loro relazione con la crescita. Non so quanto di utile, oramai, questo appuntamento riesca a consegnare ai Governi con la sua agenda, e quanto sia destinato a diventare una sorta di rappresentazione del gioco delle parti ininfluente su vere politiche di cambiamento.

Greta, puntuale e forte nella sua battaglia di denuncia sugli scenari futuri se non mettiamo in atto politiche di svolta contro i cambiamenti climatici. Il Presidente Usa che definisce lei e il mondo ambientalista, così come gli scienziati del clima “profeti di sventura”, minacciando ancora dazi se l’Europa dovesse proseguire il suo percorso per la sacrosanta tassazione degli utili dei giganti del web. Forse è arrivato il momento di svegliare tutte le sedi istituzionali internazionali prima che sia troppo tardi e che si consolidi solo l’abitudine a generare colte discussioni sulle diseguaglianze e una svolta sulla qualità delle politiche di buona crescita.

Passi concreti invece arrivano dall’Unione Europea che ha presentato il suo Piano Green, quello che ha come obiettivo la neutralità climatica del continente entro il 2050. Mille miliardi di investimenti per sostenere interventi di decarbonizzazione. Dalle politiche industriali alle strategie per ridurre l’uso dei pesticidi, un campo vasto di possibilità che gli Stati membri dovranno essere capaci di utilizzare.

Il nostro Paese sta ragionando se utilizzare questa grande possibilità per la riconversione di Ilva, ma credo che abbiamo altre grandi opportunità per progettare e lavorare a una transizione ecologica utile al Paese.

In questi giorni è in arrivo anche il decreto sul taglio del cuneo fiscale. È utile ricordare che la maggioranza è riuscita a dare questo importante segnale nonostante i grandi limiti di manovra che la legge di Bilancio 2020 poneva. Riguarderà 16 milioni di lavoratori dipendenti, recuperando 4,3 milioni di lavoratori che erano stati esclusi dagli 80 euro del Governo Renzi. Un vantaggio in busta paga per i lavoratori che percepiscono da 8200 euro a 28000 di circa 1200 euro all’anno, vantaggio che diminuisce con l’aumentare del reddito fino a 39000. Un provvedimento salutato positivamente anche dai sindacati, che certo non risolve il tema delle difficolta di tante famiglie, ma che contribuisce ad invertire la rotta, con l’auspicio di accrescere le risorse nei prossimi anni.

Nei giorni scorsi Di Maio ha lasciato la guida politica del M5S. Lo ha fatto alla vigilia di quelli che saranno probabilmente i risultati nelle regioni al voto e all’indomani di molti, forse troppi addii da deputati e senatori di quel Movimento. Non sappiamo ancora cosa ciò significhi per la stabilità del Governo. Nella settimana che si apre si affronteranno nodi significativi, come quello delle norme sulla prescrizione, tema sul quale abbiamo già avuto voti differenziati di Italia Viva e su cui il Pd ha depositato la sua proposta di legge. Mi pare chiaro che la verifica di Governo preannunciata dal Presidente Conte dovrà essere un passaggio vero e concreto. Non si tratta solo di numeri, ma della capacità della maggioranza nata a fine agosto, di provare ad accelerare il passo con compattezza e procedere con serietà. La serietà, la competenza, un linguaggio chiaro, sono le cose che le Sardine chiedono alla politica sin dal loro esordio in quella magnifica piazza di Bologna.

Salvini può continuare con il suo repertorio, ma a noi, Pd e forze di governo, spetta la capacità di dare quelle risposte non solo a un movimento importante, ma a tutti i cittadini e le cittadine italiane. Noi ci metteremo del nostro, lavorando per innovare il Pd, come auspicato dal segretario Zingaretti, ma alla coalizione spetta davvero quel cambio di passo capace di fare la differenza.

Le piazze e la domanda di concretezza, le sfide globali, le politiche di Governo e molto molto altro. Servono agende nuove e il coraggio di cambiare per interpretare al meglio tutto questo. Non sarà una passeggiata, ma si può fare, cominciando da noi.

PS doveroso:  mentre noi abbiamo conduttori che esprimono il peggio del machismo, in Grecia viene eletta , al primo scrutinio e con una maggioranza larghissima e trasversale, la prima donna presidente della Repubblica, si chiama Ekaterini Sakellaropoulou, è una magistrata, impegnata per l’ambiente. Lo penso da sempre, le buone rivoluzioni avranno un volto femminile. Chissà..

Susanna

 

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