Grazie al Pd la riforma dei vitalizi per pensioni uguali per tutti

Molti titoli, pochi contenuti veri, così potremmo sintetizzare gli atti del Governo. Da ultimo la conferenza stampa a “sorpresa” di venerdì sera in cui Berlusconi, Tremonti e Letta annunciavano una serie di provvedimenti improvvisati che anche economisti seri, come Tito Boeri hanno ribattezzato “specchietti per allodole” e autorevolissime personalità come Mario Monti hanno ricordato essere in ritardo, sbagliate e provenienti da figure prive di prestigio.  La manovra approvata qualche settimana fa è stata frutto di una politica economica iniqua, perché i tagli ciechi alla spesa colpiscono in misura insufficiente gli sprechi e le inefficienze, mentre tagliano in modo insostenibile i diritti dei cittadini, dei lavoratori, dei giovani e delle donne, degli studenti, dei pensionati, delle micro e piccole imprese.  Di fronte a tutto ciò sappiamo e sentiamo forte la domanda di razionalizzare di più i costi istituzionali e il Partito democratico alla politica degli annunci risponde con i fatti: proposte per le imprese, il lavoro, il piano di liberalizzazioni, gli incentivi all’economia verde e hanno come scopo il raggiungimento dell’equità sociale e la lotta all’evasione fiscale; e misure per la trasparenza della politica. Infatti la Camera ha approvato il suo bilancio con gli interventi di contrazione delle spese proposte dal Pd. Gli ordini del giorno del Partito Democratico impegnano il Parlamento, a proseguire in un lavoro di razionalizzazione e riduzione delle spese.  Si va dalla riduzione del numero dei deputati e senatori (proposta presentata sin dal 2008) a una nuova legge elettorale; dall’incompatibilità fra ogni livello di carica elettiva, all’introduzione di regole sulla vita interna dei partiti e sul loro finanziamento. Tra gli interventi previsti e approvati alla Camera c’è anche la trasformazione dei vitalizi dei parlamentari in un normale trattamento pensionistico uguale a quello di tutti gli italiani e il contributo straordinario per i vitalizi più alti già in corso. Grazie al Pd, ci saranno tagli anche alle spese del Senato. Un risparmio di circa 150 milioni di euro che servirà a equiparare il nostro Paese agli standard europei, in una vera e propria “Maastricht dei costi” condivisa con le altre democrazie. Per approfondire il tema degli interventi di contrazione delle spese proposte dal Pd clicca qui

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    1 commento


    1. PER UNA RIFORMA GIUSTA RIGUARDO AL TRATTAMENTO DEGLI ELETTI (TUTTI) RITENGO CHE I CONTRIBUTI PENSIONISTICI RELATIVI AGLI EMOLUMENTI DELLA CARICA POLITICA DI COSTORO DOVREBBERO AFFLUIRE ALLE RISPETTIVE CASSE PREVIDENZIALI DI APPARTENENZA (AVVOCATI, NOTAI,INGEGNERI, ARCHITETTI ECC.) O ALL’ INPS E I TRATTAMENTI PENSIONISTICI DOVREBBERO ESSERE SOTTOPOSTI ALLE REGOLE DI TALI ENTI. OVVIAMENTE IL POLITICO POTREBBE ADERIRE AD UN FONDO PENSIONI PRIVATO CON CONTRIBUZIONE A SUO CARICO.
      PER QUANTO RIGUARDA LA MANOVRA MI PIACEREBBE CONOSCERE LA POSIZIONE DEL PD RISPETTO ALL’APPLICAZIONE DI UNA TASSA PATRIMONIALE PROGRESSIVA DA APPLICARE SUI PATRIMONI CON ALIQUOTA PROGRESSIVA DA APPLICARE PER QUALCHE ANNO E DA DESTINARE ESCLUSIVAMENTE ALL’ABBATTIMENTO DEL DEBITO PUBBLICO MEDIANTE ACQUISTO SUL MERCATO DI TITOLI POLIENNALI (CHE ORA HANNO PREZZI SOTTO LA PARI) CON VANTAGGIO PER L’ERARIO. SI OTTERREBBE COSI’ ANCHE UN NOTEVOLE RISPARMIO DI INTERESSI PASSIVI, CON LA POSSIBILITA’ DI DESTINARE TALI RISPARMI ALL’ABBASSAMENTO DELLA PRESSIONE FISCALE SUL LAVORO DIPENDENTE E SULLE IMPRESE PER INCENTIVARE LO SVILUPPO.
      GRAZIE E CORDIALI SALUTI

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