I virus da sconfiggere

Si può stare al Governo e all’opposizione contemporaneamente? La risposta immediata di chiunque immagino sia No, ma in realtà la storia della prima Repubblica in particolare è densa di esempi che rimettono in discussione questo assunto. Ci sono stati forze e uomini politici che hanno investito sul loro essere “determinanti” per tirare la corda di una maggioranza, di alcuni provvedimenti, di battaglie identitarie. Non so cosa abbia in animo fino in fondo Matteo Renzi, ma i toni anche di queste ore, i voti che già in più occasioni hanno visto procedere assieme Italia Viva e le forze di opposizione, qualche show anche in consiglio regionale, ci dicono che così è davvero difficile proseguire.

La storia della nascita di questo Governo è nota a tutti. Per molti di noi la strada maestra dopo il Papete sarebbe stata il voto. Conosciamo le ragioni di un investimento sull’alleanza giallorossa, è chiara la scelta del Pd: ok, a patto che il Governo guardasse al Paese, ai suoi bisogni, alla ricostruzione di relazioni con l’Europa, al varo di misure per ridurre le diseguaglianze e far ripartire il Paese.

E credo si debba riconoscere che la Legge di Bilancio, nonostante le strettissime maglie finanziarie, sia riuscita a dare un segnale di cambiamento, un chiaro interesse nei confronti dei cittadini con cuneo fiscale, le risorse per gli asili nido, gli stanziamenti per un Green New Deal, ecc…

Ma è anche altrettanto evidente che la guerriglia diventata purtroppo quotidiana, alimentata soprattutto da Renzi e dal suo partitino, rendono difficile il proseguimento del cammino di questo Governo. In questi giorni si stanno paradossalmente svolgendo i tavoli di confronto per le priorità di legislatura, lavoro al quale il Pd porta un contributo elaborato nel seminario di Rieti, con il Piano per l’Italia

Ma il Pd non può continuare a rappresentare il solo elemento di stabilità e di responsabilità di questo Governo. La guerriglia per la visibilità agitata, forse per rimuovere la realtà di sondaggi che non premiano l’ennesima scissione, rappresenta un virus potenzialmente mortale per la maggioranza e chiaramente per la legislatura. Un virus terribile per la salute del rapporto con i cittadini stanchi di rissosità ed opacità.

E i virus vanno combattuti con i farmaci giusti, in attesa dei vaccini.

Purtroppo con i virus pericolosi sta facendo i conti buona parte del mondo. Mi riferisco al Coronavirus, partito ancora una volta dalla Cina. Il nostro Paese è forse quello che ha assunto le misure più forti per fronteggiarlo, e gli uomini e le donne dell’istituto Spallanzani stanno affrontando le emergenze con competenza e grande professionalità. Sono state proprio tre donne, ricercatici di quell’istituto, a isolare il virus, una delle quali, fino a qualche giorno fa, precaria. Ancora una volta la dimostrazione di quanto sia necessario investire sulla ricerca. Temo che ci attendano tempi complicati in futuro. Ricordo bene il messaggio di Rino Rappuoli durante la mia visita a Gsk: crescerà il numero dei virus e dei batteri con i quali fare i conti nei prossimi anni. Le ragioni sono tante, dall’abuso di antibiotici e quindi lo sviluppo di virus resistenti agli antibiotici, ai mutamenti climatici ecc… le possibili risposte sono vaccini e tanta ricerca. Così potremo gestire le emergenze e provare a sconfiggere virus e malattie.

Salvini dopo i citofoni, ha deciso di tornare ai comizi e lo ha fatto nei giorni scorsi su un tema purtroppo assai frequentato dalle culture oscurantiste da sempre: l’aborto. Lo ha fatto come nel suo stile un tanto al chilo, sostenendo che al pronto soccorso donne immigrate si recano per abortire “anche sei volte”. Uno sproposito talmente grande che potrebbe venire la tentazione di sorridere. Ma non si può sorridere. Non lo si può fare perché la legge 194 ha consentito di annientare l’aborto clandestino in questo Paese, di evitare la morte di tante donne, ed è noto che la legge ha consentito di far calare, anno dopo anno, il ricorso all’interruzione di gravidanza. Se ci sono criticità che riguardano le donne immigrate, quelle criticità si risolvono con servizi adeguati, e forse anche occupandoci degli uomini immigrati che concorrono a quelle gravidanze. Quella legge, la 194, ha consentito alle donne di esercitare il loro pieno diritto all’autodeterminazione, una legge che va applicata sino in fondo, semmai superando le situazioni nelle quali la presenza di obiettori non consente l’interruzione. Obiettivi scontati questi?  Temo di no. Il Governo giallo verde non c’è più, ma è bene non dimenticare quanto questi diritti siano stati messi nuovamente nel mirino di Ministri e politiche dei leghisti, non dimenticare che Verona è stata la città ospitante del congresso mondiale delle famiglie, e purtroppo che anche il senese è stato teatro di alcuni appuntamenti che devono preoccuparci, a Siena e a Chiusi pochi giorni fa.

Anche questo virus, quello della regressione culturale, del tentativo di annientare la libertà femminili, va sconfitto. Le donne si sono sempre battute, ma oggi serve che lo faccia tutta la politica.

Sabato il Pd aprirà il suo percorso congressuale. Sarà un congresso tematico, si discuterà del futuro del Paese e non solo. Si discuterà di identità, quella che oggi manca a questo Governo, o per dirla con il libro di Gianni Cuperlo  di “anima”. E lo faremo con apertura, ascolto, voglia di cambiamento. Il Pd ha chiuso definitivamente ogni stagione di autosufficienza. Oggi, nella consapevolezza di quanto un movimento come quello delle Sardine sia stato capace di far tornare in piazza tante persone a esprimere una “posizione di parte”, il Pd può raccogliere o meno il messaggio che da quelle e altre piazze arriva: c’è una moltitudine di persone che ha a cuore l’Italia, i valori che hanno generato la Repubblica, che crede nella sfida ambientale, nella democrazia, che desidera una politica capace di isolare il linguaggio della violenza, di parlare alla vita vera delle persone e ai loro valori. Io credo che per troppo tempo ci siamo arresi, sbagliando pesantemente, ai linguaggi violenti, alle semplificazioni, ai leader che parlavano alle pance, alle paure, al dominio della comunicazione via social. Oggi è il tempo di aprire una stagione nuova, in cui riprendere dalle persone, dagli uomini e dalle donne, dal loro pensiero e dalla loro opinione, e per una volta li chiameremo non per votare un nome, ma per costruire una strada da percorrere assieme. 

Se lo facciamo bene potremmo generare vaccini importanti.

Proviamoci, con coraggio. Assieme.

Susanna

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    One thought on “I virus da sconfiggere

    1. Un ringraziamento speciale al tuo impegno ed alla tua serietà.
      La nostra società ha bisogno di persone serie e intelligenti come te .
      Un in bocca a lupo, abbiamo bisogno di tutto
      Il nostro coraggio e l’impegno per battere
      L’arroganza dei nostri avversari ( compresi quelli interni) già dai prossimi appuntamenti che determineranno il nostro
      Domani.
      Grazie della email. Paolo.

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