Il futuro del pianeta alla Festa nazionale de L’Unità sull’ambiente di Ferrara

“Nutrire il pianeta. La terra, gli agricoltori, l’agroalimentare buono, pulito e competitivo”. Questo il titolo dell’incontro svoltosi a Ferrara nei giorni scorsi nell’ambito della Festa nazionale de L’Unità sull’ambiente. Ospiti dell’iniziativa i vertici del mondo agricolo e alimentare italiano, insieme a parlamentari democratici. La tavola rotonda, coordinata da Marco Ciarafoni, dell’esecutivo EcoDem, ha visto la partecipazione di   Maria Teresa Bertuzzi (senatrice PD), Susanna Cenni (Parlamentare PD), Mario Guidi (presidente Confagricoltura), Roberto Moncalvo (presidente Coldiretti), Gaetano Pascale (presidente Slow Food), Maria Grazia Mammuccini (Aiab), Paolo De Castro (Europarlamentare) Dino Scanavino (pres. CIA).
L’Expo, e il bisogno di uscire da quell’appuntamento con una strategia su cibo e futuro concordata dai Paesi che vi prenderanno parte, è stato uno dei temi al centro dell’incontro, ma non sono mancate sollecitazioni riguardo ad alcuni altri argomenti chiave per immaginare il domani dal punto di vista dell’agricoltura e dell’ambiente. Tra questi il ricambio generazionale, il consumo del suolo, il reddito agricolo e, più in generale, la questione delle prospettive per chi decide di lavorare in agricoltura. Rispetto all’impegno del governo, tutti i presenti hanno espresso apprezzamento per l’impegno del ministro Maurizio Martina, che sta lavorando per ammodernare ed aumentare la competitività del sistema agricolo italiano. “In Martina – ha sottolineato Cenni – c’è una visione fatta di sostegno al sistema, alle imprese ed al lavoro, ma anche di attenzione alle potenzialità e alla qualità”. La parlamentare senese ha ringraziato il ministro per l’introduzione di sanzioni contro chi coltiva Ogm all’interno di “Campolibero”, nel dl sulla competitività. “Il Parlamento – ha aggiunto Cenni – sta portando avanti provvedimenti che guardano fortemente alla multifunzionalità e che quindi vanno ad integrare questo lavoro: agricoltura sociale già approvata  alla Camera, biodiversità e biologico in fase avanzata in commissione, consumo di suolo”.
Nel corso dell’incontro Paolo De Castro ha fatto il punto sui prossimi appuntamenti a livello europeo, dal regolamento bio al programma “frutta nelle scuole”; Bertuzzi si è soffermata su imprenditoria giovanile mentre Guidi ha invitato a non dimenticare che “ci servono più agricolture e più dimensioni senza rappresentazioni bucoliche dell’agricoltura”. Scanavino ha affrontato la questione della redditività nel settore agricolo, toccando il delicato tema del blocco russo all’export dei prodotti agroalimentari dai Paesi, come l’Italia, che hanno imposto o appoggiato le sanzioni contro Mosca dopo la crisi Ucraina. Tonello, invece, ha affrontato l’argomento della tracciabilità e quello del falso Made in Italy, mentre Mammucciniha presentato interessanti dati di crescita dei consumi bio, nonostante il calo dei consumi. Pascale, inoltre, si è soffermato sulle potenzialità che esistono nei sistemi  alimentari locali su Expo e il lavoro che slowfood sta facendo nel sud del mondo.
Un forte richiamo è stato rivolto alla necessità di una maggiore unità del mondo agricolo e ad un’azione più incisiva nei confronti dell’Europa sul fronte della tracciabilità e dell’etichettatura. Due elementi decisivi soprattutto in virtù della lotta contro il falso Made in Italy. Proprio rispetto al sistema dell’agroalimentare nazionale è stata sottolineata la necessità di incrementare l’export e aumentare i prodotti a km0. Dai vari interventi, inoltre, è emersa la consapevolezza che, pur nella difficoltà della fase attuale, si sta affermando una nuova grande alleanza tra il mondo agricolo e i cittadini.
Il dibattito si è svolto all’interno di uno spazio nel quale è allestita una mostra su Enrico Berlinguer. Proprio per questo è stato chiesto ai protagonisti dell’incontro di concludere con un “pensiero lungo”. Susanna Cenni ha evocato la sollecitazione del grande segretario del Pci “dell’austerità come occasione per cambiare l’economia”. Cenni ha auspicato “un’agricoltura, come chiave per modificare l’economia, le politiche urbanistiche, i consumi, le relazioni tra città ed aree rurali, gli stili di vita, e per rompere la separazione tra economia e socialità avvenuta in questi anni”.
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