Il Ministro Zaia continua a penalizzare la nostra Regione

C’è una concreta possibilità che la percentuale dai premi Pac, (Politica agricola comune), che lo Stato membro può trattenere per destinarla a particolari finalità, in Italia vada solo a beneficio di alcuni settori dell’agricoltura italiana, penalizzando fortemente le Regioni del Centro e, tra queste, la Toscana. Ancora una volta il Ministro Zaia, come ha dimostrato nella vicenda delle “quote latte”, sembra soffrire di uno strano strabismo, vedendo solo l’agricoltura di alcuni territori e comparti produttivi. Sto parlando della proposta avanzata in sede tecnica dal Ministero delle politiche agricole e forestali sulla utilizzazione delle risorse finanziarie previste dall’art. 68 del Reg. CE 73/2009 e riportata da organi di stampa.

Dal documento provvisorio risulta che la maggior parte dei finanziamenti saranno utilizzati a copertura del Fondo di solidarietà nazionale: si giungerebbe così, dopo le grandi promesse pubbliche fatte dal presidente del consiglio al Forum nazionale della Coldiretti, alla definitiva smentita di ogni impegno del governo ad intervenire: saranno gli agricoltori stessi, anziché lo Stato, a pagare le assicurazioni tramite la decurtazione dei propri premi Pac.

Dalla proposta in circolazione, le restanti poche risorse dovrebbero andare di fatto ad operazioni di “riaccoppiamento” degli aiuti (smentendo la linea dell’ex Ministro Alemanno), che saranno fondamentalmente destinati alla zootecnia, prevalentemente da latte (concentrati nel nord Italia), ed ai produttori di grano duro del sud. Il Ministro, che parla di ampio consenso da parte delle Regioni e delle organizzazioni di categoria, dovrebbe prendere sul serio le richieste di dialogo lanciate da Cia, Confagricoltura, Consorzio olivicolo italiano e dal presidente della Regione Toscana Claudio Martini, che hanno mostrato insoddisfazione per la proposta presentata dal Ministero.

Sto presentando un’interrogazione urgente, insieme ai parlamentari del partito democratico Luca Sani, Luciano Agostini e Carlo Emanuele Trappolino, per conoscere le ragioni di tali orientamenti, auspicando l’apertura di un confronto per una distribuzione più equa dei finanziamenti previsti dall’art. 68. In particolare, se si sceglie di sostenere filiere e progetti di qualità ci risulta incomprensibile un’ipotesi che ignori quella zootecnia fatta di fatica e scarso reddito, che in questi anni ha tenuto duro dando nuovo lustro e valore a razze come la Chianina; le realtà concentrate nelle aree montane e marginali; il nostro olio di oliva a marchio Dop e Igp, totalmente escluso dagli indirizzi del Ministero; la produzione di grano duro e la filiera cerealicola.

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