Il nostro tempo è adesso

“In queste ore la tensione nel Governo è altissima. Si discute dei contenuti della Manovra di oltre 40 miliardi. Sui giornali da giorni le prime indiscrezioni, le ipotesi che riguardano la riforma fiscale, i tagli senza precedenti necessari per rientrare da un debito pubblico che lascia intravedere un possibile scenario drammatico, non sventato, e soprattutto mai affrontato seriamente. Abbiamo letto dell’alzata di scudi dei vari ministri, delle possibili dimissioni di Tremonti qualora la manovra venisse respinta dalla stessa maggioranza. Continuano le indagini sulla P4. L’affarista Bisignani parla, molto hanno parlato le intercettazioni rivelando veleni, commenti tutt’altro che affettuosi tra ministri, capi cordata, rapporti tra corpi dello Stato fuori da ogni regola ed ogni normale relazione istituzionale. Affari, gossip, rivelazioni di segreti d’ufficio, ma anche commenti da bassa cucina che non risparmiano nessuno, tantomeno il premier. L’immagine è davvero quella da fine impero: nani, ballerine, yes men… Tutto sta crollando, come la tenuta del trucco da scena di questo signore, “sceso in politica” quasi venti anni fa.

Le amministrative, l’esito dei referendum hanno mostrato un’Italia che reagisce, che spazza via l’arroganza, l’ostentazione, l’esercizio del potere al di sopra delle regole, ma il fortino di Palazzo Chigi, di palazzo Grazioli, di Pontida, resiste, e con l’ennesima messa in scena di una maggioranza che non è più tale nel Paese attraverso la nuova fiducia sul decreto sviluppo, chiude gli occhi fingendo che non sia vero.

La via maestra sarebbe chiarissima: al voto al più presto. Una nuova maggioranza capace di prendere prima possibile di petto una situazione molto pesante, di varare alcuni primi provvedimenti urgenti per famiglie ed imprese, avviare un serio risanamento dei conti dello Stato e alcune riforme fondamentali. Una strada non impossibile, forse non lontanissima, non praticabile da subito grazie a Scilipoti e company, da una Lega di lotta e di Governo, ma anch’essa inquieta e per la prima volta chiaramente attraversata da divisioni profonde che mettono in discussione la stessa leadership di Bossi.

È in questa palude che, come ossigeno, arriverà il nuovo appuntamento delle donne Italiane: il 9 e 10 luglio, proprio a Siena, “Se non ora quando”, il movimento che ha portato milioni di donne e di italiani in piazza il 13 febbraio. Da settimane il coordinamento nazionale e i comitati senesi stanno preparando il tutto: tante volontarie che instancabilmente ogni mercoledì si sono viste, hanno discusso di merito e di accoglienza, hanno messo a punto l’ospitalità nelle case, incontrato le istituzioni, valutato i locali.

Donne. Donne del mondo della cultura, dello spettacolo, del giornalismo, della politica. Lavoratrici, studentesse. Vi invito a cercare lo spot che pubblicizza l’appuntamento, guardatelo, speditelo, raccontatelo: bellissimo e fortemente simbolico l’abbandono in mezzo alla strada di borse della spesa: “Molla tutto e vieni a Siena.”  Le borse in mezzo alla strada, le donne pilastro di questa società sono in grado di fermarla questa corsa impazzita, e sono in grado di farlo con grande semplicità, smettendo di fare quello che da secoli pesa sulle loro spalle.

È vero care amiche e cari amici, e so che lo avete già letto nelle mie newsletters: il 13 febbraio è cambiato qualcosa di profondo in questo Paese, le donne hanno aperto un varco. Le donne sono state protagoniste delle campagne elettorali delle grandi città Italiane, dei movimenti referendari, e dopo il 13 febbraio senza le donne non si governa. Senza le donne, senza fare i conti con i giovani, con  il precariato, con i saperi… Sarà tutto questo a far cadere il fortino che si sente assediato. Per questo dobbiamo essere capaci di far entrare questo vento igienico e potente, senza sbarrare la strada. Un vento nuovo, che non si fermerà. Un vento che ha bisogno di un Pd aperto, attento, capace di essere in campo con intelligenza. Forse non cadrà domani, forse passerà l’estate, ma il nostro tempo è adesso e questa volta  non possiamo sbagliare. Ascoltiamo le donne, ascoltate le donne, il 9 e il 10 luglio tutte e tutti a Siena per un’Italia che vuole respirare aria nuova!”

Susanna Cenni

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