Il Pd chiede un incontro urgente a Novartis e sindacati per i lavoratori in mobilità

Un incontro urgente con i sindacati e con i vertici dell’azienda Novartis per capire quali siano i motivi che hanno portato ad aprire una procedura di mobilità per ventiquattro lavoratori dell’area commerciale. E’ quello richiesto oggi, mercoledì 13 gennaio, in una lettera dal Partito democratico e dall’Unione comunale del Pd di Siena per conoscere il futuro dei dipendenti, coinvolti nella riorganizzazione dell’azienda farmaceutica.

“Nell’esprimere – afferma Loriana Bettini, responsabile provinciale welfare e lavoro del Pd – grande preoccupazione per la decisione di Novartis, vorrei manifestare la solidarietà mia e di tutto il Pd per i lavoratori verso i quali è stata aperta la procedura di mobilità. Abbiamo richiesto un incontro urgente ai sindacati e all’azienda per approfondire la situazione; capire cosa abbia portato ad una decisione così grave ed improvvisa e per cercare tutte le soluzioni necessarie a scongiurare la perdita di posti di lavoro”.

In queste ore i deputati del Pd, Franco Ceccuzzi e Susanna Cenni sono al lavoro per presentare un’interrogazione urgente ai Ministeri della salute e delle attività produttive, ribadendo la loro vicinanza ai lavoratori e la disponibilità a mettere in campo tutte le misure necessarie per la salvaguardia dei livelli occupazionali di un’azienda importante per il tessuto economico senese come Novartis.

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    1 commento


    1. Ben venga l’interrogazione parlamentare sulla vicenda Novartis. Ma non dimentichiamo che questa è solo la punta dell’iceberg. Negli ultimi 3-4 anni , migliaia di Informatori scientifici del farmaco hanno gia subito la stessa sorte e tutto nel silenzio della stampa e della classe politica.,nonostante che le modalità con cui ciò è avvenuto, presentino ampi elementi di irregolarità. Basti pensare al caso X-Pharma, i cui proprietari sono già stati condannati ad alcuni anni di carcere per bancorotta fraudolenta ( peraltro erano recidivi).
      O alla Marvecs Pharma che dopo ripetute acquisizioni di rami d’azienda ,portando il suo organico a 1200 unità, ha dichiarato lo stato di crisi e nel giro di 20 mesi ha ridotto dell’80 % i posti di lavoro. Da rilevare che le acquisizioni di personale sono avvenute per lo più quando l’azienda presentava un bilancio in rosso ed era priva di un listino con farmaci innovativi. Queste ed altre vicende accadute nel mondo farmaceutico dovrebbero trovare un’opportuna risonanza nel Parlamento e spero ( anche come militante democratico) che sia lei a farsene carico. Cordiali Saluti

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