#InAula: avviata la discussione sul fine vita

È iniziata finalmente la discussione in Aula sul testo unico che contiene le norme sul fine vita. Il disegno di legge è stato approvato dalla commissione Affari sociali e Giustizia con il voto contrario del centrodestra; si introduce con il testo la possibilità per un malato di autosomministrarsi la sostanza letale fornita da un medico che non è punibile. La Corte costituzionale ha escluso l’incriminazione dell’aiuto al suicidio, ma ha dato al Parlamento i criteri per una legge sul fine vita: che il paziente sia in grado di intendere e volere; che sia affetto da una malattia non reversibile; che abbia sofferenze psichiche o fisiche intollerabili; che dipenda da presidi vitali. Inoltre, con il provvedimento si procede alla sanatoria per coloro che avessero agevolato i casi precedenti. Sul testo ci sono posizioni critiche e differenti. C’è chi lo ritiene troppo poco avanzato e chi teme che possa fare la fine del ddl Zan. Ma il punto è che non possiamo pensare di non arrivare in aula dopo l’intervento della Consulta. A questo punto è doveroso misurarsi in aula, anche valutando possibili emendamenti migliorativi, ma è certo che meno di questo non si può davvero. Lo aspettano in tanti, famiglie e ammalati. Se non dovesse giungere a conclusione di fronte a noi ci sarà il passaggio referendario.

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