#InAula: dalla cooperazione internazionale all’agricoltura sociale, nuovi strumenti di governance crescono

Dopo 27 anni la Camera dei Deputati ha approvato la nuova legge sulla cooperazione internazionale. Una vera riforma che contiene importanti innovazioni rispetto alla precedente legge del 1987 per assicurare la coerenza delle politiche ai fini della lotta alla povertà e dello sviluppo sostenibile. Per costruire rapporti di partenariato e di mutuo interesse, nel reciproco rispetto tra paesi e comunità. Per garantire maggiore efficacia alla pluralità delle iniziative italiane, nazionali e territoriali. Per accrescere e qualificare il ruolo dell’Italia nel mondo. Un salto di qualità nella governance complessiva che rende la cooperazione componente prioritaria e qualificante della politica estera italiana. La legge infatti fornisce strumenti operativi come la nascita dell’Agenzia della cooperazione, l’istituzione finanziaria per lo sviluppo e una delega politica chiara ad un viceministro. Ora si attende il via libera definitivo del Senato. Qui potete leggere la valutazione delle reti di ONG.

Sempre sul fronte innovazione e modernità un importante segnale arriva dall’approvazione della legge sull’agricoltura sociale, e mi piace ricordare che quel percorso di costruzione sia partito proprio da un incontro con le esperienze toscane tre anni fa. Si tratta di uno strumento importante per far crescere lo sviluppo economico e insieme innalzare il livello di coesione sociale anche nelle aree rurali del nostro Paese. Un’esperienza di nuova economia e di agricoltura “civile”, dove i meccanismi del mercato, del dono e della reciprocità operano in forma combinata nella regolazione degli scambi locali tra i membri della comunità. Per approfondire le disposizioni contenute è possibile scaricare il dossier.

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