InAula: il taglio dei parlamentari è legge. Perché il nostro voto positivo e Nota di aggiornamento al Def

L’Aula della Camera ha approvato il taglio dei parlamentari. Il disegno di legge costituzionale che riduce i deputati a 400 dai 630 attuali e i senatori a 200 dagli attuali 315, è stato definitivamente approvato a Montecitorio con 553 voti a favore, 14 contrari e due astenuti.

Nei giorni scorsi non avevo scritto nulla su questo. Mi succede quando non sono affatto convinta delle cose. Non è un segreto, nè una sorpresa. Ma penso anche che non si possa essere ipocriti.
In quel mese di agosto in cui è accaduto tutto e le pressioni per fare un governo che evitasse il voto adesso, arrivavano da ogni fronte, si è lavorato per una mediazione. I vertici dei partiti (Pd/M5S/LeU) e i capigruppo si sono confrontati, hanno costruito una mediazione e sono giunti alla costruzione del programma di governo. In quel programma, tra i punti irrinunciabili per il M5S c’era l’ultimo passaggio del voto sul taglio di un terzo dei parlamentari.
Non è stato facile per noi accettare quel punto, per niente dopo aver votato No. Lo abbiamo accettato ad una condizione : rivedere completamente legge elettorale e contrappesi e cambiare regolamenti parlamentari.
Il taglio sarebbe comunque passato come lo è stato nei tre precedenti passaggi. L’unica novità sarà che rivedremo la legge elettorale per riequilibrare rappresentanza dei territori e, appunto, i regolamenti. Tutti i nostri dubbi sono stati esplicitati nella nostra riunione del gruppo parlamentare. Non c’è stata leggerezza. Per niente.
Ho letto le ragioni di molti, i dubbi, le preoccupazioni. Le leggo e le comprendo bene, vengo da un territorio interno, non da una grande città e conosco la fatica della rappresentanza territoriale, ma il punto è sempre quello: c’è un accordo di Governo stipulato. In quei 28 punti, ove noi abbiamo preteso che ci fosse la svolta su politiche dell’immigrazione, su parità salariale, su cuneo fiscale, su politiche salariali, green new deal, ed altro, c’è anche quanto richiesto dai nostri partner di Governo, nonché forza di maggioranza relativa alla Camera . Noi abbiamo condizionato, perché i tagli si possono fare, ma dentro un ragionamento organico di riforma, ma accettato quel punto. E ieri abbiamo votato. Per lealtà nei confronti del Governo che abbiamo contribuito a far nascere.

Non condivido nulla della piazzata davanti a Montecitorio, nulla della logica falsa del risparmio. Adesso dobbiamo lavorare molto seriamente per una legge elettorale adeguata e per regolamenti che consentano ai prossimi parlamentari di poter lavorare al meglio e rappresentare i propri territori.

Lo dico perché qui siamo, non altrove, e adesso lavoriamo per tutti gli altri punti.

Clicca qui per vedere l’intervento di Graziano Del Rio in Aula.

L’aula della Camera ha approvato la risoluzione di maggioranza sulla Nota di aggiornamento al Def con 318 sì. I contrari sono stati 194 e gli astenuti 2. Era richiesta la maggioranza assoluta. L’Aula aveva inoltre approvato l’altra risoluzione di maggioranza sullo spostamento del pareggio di bilancio con 319 sì, 193 no e 3 astenuti.

Clicca qui per vedere il video.

Clicca qui per vedere l’intervento di Pier Carlo Padoan.

Clicca qui per leggere il Documento di Economia e Finanza (DEF). 

 

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    One thought on “InAula: il taglio dei parlamentari è legge. Perché il nostro voto positivo e Nota di aggiornamento al Def

    1. Condivido molti punti ma sopratutto sono convinto che era necessario ridurre il numero dei Parlamentari per le seguenti ragioni:
      1. il numero eccessivo ha portato ad un abbassamento del livello sopratutto culturale e etico che una selezione più oculata speriamo possa migliorare.
      2. Paesi, anche più forti dal punto di vista economico e “funzionale” hanno un numero di parlamentari molto minore.
      3. Le leggi in passato licenziate dal Parlamento talvolta sono vera,mente incasinate e di difficile applicabilità tanto da necessitare ulteriori leggi per entrare in vigore appesantendo tutto.
      4. Sburocratizzare e quindi rendere più veloce e efficare tutto il lavoro del Parlamento.

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