#InAula: Legge per mobilità in bicicletta, Stop alle ritorsioni su chi segnala illeciti sul posto di lavoro, Violenza sulle donne

 

Ripensare alla mobilità urbana in termini di sostenibilità ed efficienza. È questo l’obiettivo legge, approvata alla Camera, che porta anche la mia sottoscrizione, per sviluppare e sostenere la mobilità in bicicletta e creare una rete nazionale di percorribilità ciclistica. Il testo prevede una programmazione nazionale stabile e una pianificazione pluriennale relativa alla realizzazione della rete ciclabile nazionale denominata Bicitalia; una programmazione regionale e locale che promuova una mobilità urbana sostenibile, mediante l’intermodalità con i mezzi utilizzati per il trasporto pubblico locale; l’individuazione delle ciclovie di interesse nazionale per creare la rete nazionale e gli interventi per assicurare le connessioni della rete con le altre modalità di trasporto. Previste, inoltre, la realizzazione di aree destinate all’accoglienza delle biciclette nei parcheggi delle stazioni ferroviarie e metropolitane, nei porti e negli aeroporti; la predisposizione dei mezzi pubblici per il trasporto delle biciclette e la realizzazione di velostazioni.

Clicca qui per leggere il dossier sullo sviluppo della mobilità in bicicletta e realizzazione della rete nazionale di percorribilità ciclistica (ciclovie).

È diventato legge il testo che disciplina sulla protezione da discriminazioni o ritorsioni dei lavoratori che segnalano illeciti. La legge prevede che il dipendente che segnala condotte illecite o di abuso, di cui è venuto a conoscenza in ragione del proprio rapporto di lavoro, non possa subire ritorsioni, come ad esempio: demansionamenti, licenziamento o trasferimenti. Sono inoltre previste pesanti sanzioni per chi discrimina e non rispetta le regole. Uno strumento in più a difesa dei lavoratori che hanno la forza di reagire e denunciare, un passo importante nella lotta alla corruzione.

Clicca qui per approfondire la legge per la protezione dei lavoratori che segnalano illeciti (whistleblowing). 

A pochi giorni dalle celebrazioni della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne, alla Camera si è discusso delle azioni ancora necessarie per prevenire e contrastare la violenza sulle donne. La mozione si concentra sulla necessita di azioni sinergiche che vanno dalla prevenzione alla repressione; dalla formazione all’accesso al lavoro, fino agli interventi sul piano culturale ed educativo. In questi anni Governo e Parlamento, a partire dalla Convenzione di Istanbul sottoscritta nella città turca l’11 maggio del 2011 e ratificata dall’Italia nel 2013, hanno messo in campo misure e strumenti a tutela della vittima e per l’inasprimento delle misure di repressione nei confronti di chi è responsabile di atti di violenza nei confronti delle donne. In questa direzione va il Piano strategico nazionale sulla violenza maschile contro le donne 2017-2020, che parte dal presupposto che la violenza sia un fenomeno sociale strutturale che va estirpato alle radici.

Sempre sul tema violenza contro le donne sono stati presentati in Regione i dati del Nono Rapporto sulla violenza di genere in Toscana. I numeri parlano di 101 femminicidi tra il 2006 e il 2016 nella nostra regione. Dal 2009 al 2017, 18.939 donne che si sono rivolte per la prima volta a un Centro antiviolenza, e nell’83% dei casi la violenza era esercitata dal partner o dall’ex. Sempre guardando ai dati presentati in Regione 20 sono le Case rifugio, che nel 2016 hanno ospitato 121 donne e 141 minori.

Il testo integrale del Rapporto è sul sito dell’Osservatorio sociale regionale.

Qui potete scaricare l’abstract del Nono Rapporto Abstract Nono Rapporto sulla Violenza di Genere e Reti territoriali di prevenzione e contrasto.

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