#InCommissione: verso Expo due risoluzioni a mia firma su educazione alimentare nelle scuole, e impegni internazionali su cibo e buona agricoltura.

Ovunque lo sguardo cada si riconosce il logo di Expo2015, che si avvicina a grandi passi. Sarà un’importante occasione, ed allora è utile dare visibilità, ruolo, a  temi come la qualità dell’alimentazione e delle abitudini alimentari. Oltre ad aver presentato una proposta di legge che istituisce la giornata per l’educazione alimentare e la prevenzione dei disturbi alimentari, ho depositato due risoluzioni in Commissione Agricoltura della Camera. Una riguarda l’impegno in sede nazionale ed Ue per la corretta educazione alimentare, confermando, ad esempio, i programmi di distribuzione di prodotti ortofrutticoli e di latte nelle scuole. Chiediamo al Governo di ampliare, oltre l’ortofrutta e il latte, la gamma di produzioni beneficiarie dei programmi di distribuzione presso gli istituti scolastici includendo, ad esempio, anche i prodotti lattiero-caseari, l’olio d’oliva e confermando la possibilità di distribuire prodotti ortofrutticoli freschi trasformati (senza aggiunta di zuccheri e sali).

Tra le richieste anche l’inserimento dell’educazione alimentare nella programmazione scolastica. a partire dalla scuola primaria di primo grado. La seconda risoluzione riguarda i possibili impegni da far scaturire con Expo 2015, ci sono impegni per adoperarsi, in tutte le sedi internazionali, affinché i frutti degli approfondimenti e delle conoscenze che scaturiranno da Expo 2015 siano trasposti in un protocollo internazionale, sulla falsariga di quello di Kyoto e, per quanto riguarda il nostro Paese, in un atto di indirizzo che renda i cittadini informati e consapevoli sulla necessità di nutrire il pianeta, compiere una scelta netta e definitiva contro l’ingresso di ogm nel nostro Paese, incrementare le risorse per la ricerca scientifica e applicata in agricoltura, promuovere la semplificazione delle normative europee e nazionali sulle produzioni tipiche locali, supportare la realizzazione di modelli di produzione e consumo più sostenibili e favorire, nell’ottica dello «spreco zero», gli accordi della filiera corta. Un percorso che ci auguriamo parta con la Carta di Milano, capace di produrre un cambio di rotta.
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