Intervento in aula sul decreto fiscale del 17 luglio 2008

Presidente.

Onorevoli colleghi,

chi come me siede per la prima volta in quest’aula, è bene consapevole di non possedere pienamente il quadro delle procedure, delle consuetudini, dei tempi, delle relazioni istituzionali tra governo ed assemblea…ma ho avuto la netta sensazione, confermata dalle vicende di oggi, di non essere la sola.
E nonostante questo è forte, sempre più netta, la consapevolezza che questo Governo sta di fatto estromettendo dalle sue competenze legislative e più in generale, di rappresentanza complessiva del Paese il Parlamento.
Così come, quelli che sono diventati veri e propri bollettini quotidiani su dinamiche dei prezzi, potere d’acquisto delle famiglie, costo dell’energia, ci confermano quanto la strada che l’esecutivo ha preso scelga di non incidere con cambiamenti favorevoli a salari e pensioni, sulla vita dei cittadini e sull’economia del Paese.

Caro Ministro Tremonti ,
lo avete fatto sin dai primi giorni del vostro governo, con il pomposo (e affascinante quanto fuorviante nel titolo) provvedimento su ici e straordinari; lo avete confermato con il Dpef, lo ribadite oggi con l’avvio della manovra, con un atto che avrebbe consigliato ben più di qualche minuto aggiuntivo a quei nove minuti e mezzo che con orgoglio avete comunicato al Paese.
Il Paese e le famiglia si confrontano con uno scenario di profonda incertezza. I salari sono mangiati dall’inflazione, si affaccia una crisi mondiale della finanza, e non siamo noi dell’opposizione a balenare un nuovo ’29. E’ BANKITALIA che ha parlato in questi giorni con dovizia di dati di “crescita dimezzata”, di “stagnazione”, di inflazione oramai ad un passo dal 4%.
Sono Censis e Istat che ci raccontanto quello che sappiamo bene, e cioè della fatica quotidiana delle famiglie, delle donne e degli uomini di questo Paese alle prese con affitti (evidentemente poco risolti dalle vs scelte sull’Ici), con mutui che ripartono, con i beni di prima necessità. Siamo di fronte ad un Paese più diseguale, più segmentato, che voi, conle vs scelte renderete più diseguale e più frammentato.

Voi scegliete una strada, ostinatamente, che porterà invece ad un aumento della pressione fiscale, ad un peggioramento della vita degli italiani, ad una difficoltà crescente la vita del sistema degli Enti Locali. E noni pare che nonostante le sollecitazioni della Lega abbiate tutta questa voglia di fare il Federalismo Fiscale.

Vede Ministro Tremonti, a me no che n è proprio piaciuto il suo passaggio di questa mattina circa gli Enti Locali che sprecano risorse pubbliche in “microprogetti”, anziché favorire grandi opere…forse pensa al ponte sullo stretto? Sa, io vengo da 8 anni di esperienza dentro alla Giunta Regionale di una Regione che ha una buona sanità (non so se potrà continuare ad essere così dopo la manovra) con i conti in pareggio, e che gli obiettivi di Lisbona che Lei richiamava li ha raggiunti già da qualche tempo o ci sta arrivando, cito ad esempio il numero di asili nido o l’occupazione femminile, sui quali obiettivi si è fatto qualcosa in questo paese solo con il governo di centrosinistra.
Desidero però concentrare le mie considerazioni sulle scelte che avete fatto e che abbiamo avuto modo di leggere dai vostri atti in materia di agricoltura. Anche in questo caso scelte gravi, pesanti e francamente paradossali per quanto stridenti con la realtà e con il resto del mondo.

Infatti  forse non vi siete accorti che da mesi l’agricoltrua, il cibo, l’acqua, i mutamenti climatici, i prezzi e le connessioni strette che legano questi fattori l’uno con l’altro, sono al centro di un dibattito europeo e globale, (l’expo 2015 di Milano si occuperà di cibo).

L’Europa ha avviato la riflessione sull’health ceck della PAC,
Roma ha ospitato il vertice FAO che ha contabilizzato e aggiornato la situazione in cui versa ancora una enorme parte del mondo che non ha pieno accesso al cibo delineando scenari che riguardano il sud e il nord del mondo circa la corsa dei prezzi delle derrate alimentari: al sud cresce la fame, al nord si abbassa la qualità dell’alimentazione.

Di fronte a questo Sarkozy nel suo discorso che ha inaugurato il semestre francese ha parlato di nuova centralità delle politiche ambientali ed agricole;
Barroso in Giappone propone ai Paese del G8 l’istituzione di un fondo di 1 miliardo di euro per il settore agricolo…
E voi????

Che idea avete dell’agricoltura italiana?
Lo chiedo a Lei Min Tremonti, perché pur leggendo le copiose interviste rilasciate dal ministro Zaia, mi pare evidente che sia Lei a decidere.
Fin dall’insediamento del Governo abbiamo registrato battute un po’ infelici che la dicono lunga circa la vostra considerazione verso questo comparto…”..spazzeremo via le regalie del precedente governo..pensate..addirittura soldi per le api…”
Quelle che voi avete definito regalie, erano parte di una vera e propria finanziaria agricola che nei due anni precedenti il governo Prodi e il ministro De Castro avevano elaborato incontrando l’apprezzamento di tutto il mondo agricolo italiano.

Con il Decreto Ici, avete tagliato tutti gli interventi su clima, irrigazione, riforestazione, fitopatie, ecc..

Avete fatto diffuse dichiarazioni a mio parere incaute sull’apertura agli OGM del nostro paese, ma avete tagliato contemporaneamente sia le risorse per le filiere ogmfree che le risorse per le ricerche sulle biotecnologie!!!
Nel DPEF non cè una parola, una frase, un riferimento alle politiche agricole.
Infine il Decreto di oggi, quella che la momento mi sento di definire una specie di finanziaria fantasma..

Sul quale non possiao che esprimere una grande e profonda insoddisfazione per quello che abbiamo visto, e per quello che non abbiamo visto.
Vedete, i provvedimenti del precedente Governo , concertati con il sistema agricolo complessivo, Regioni comprese, era oramai tutto teso ad una idea di modernizzazione e competitività di questo comparto. Dopo anni veniva rifinanziato il piano irriguo, si finanziavano progetti  sulle agrienergia, su biologico, si iniziava un importante lavoro sulla semplificazione, si valorizzava la ricerca e il suo trasferimento.

E voi?

Voi  sulla pesante situazione della fiscalità e delle agevolazioni agricole per le aziende non fate un passo avanti, solo grazie ad un emendamento dell’ultimora recuperate parzialmente la proroga dei benefici,,senza totale copertura!
Ma le imprese, quelle che magari invitate a cena, hanno bisogno di stabilità e di certezze!!

Ed ancora, intervenite estendendo a tutto il lavoro stagionale le forme di contratto atipico. Non ci sfugge lapeculiarità di tanto lavoro agricolo in Italia, ma siete sicuri che sia questa la strada e che mon si tradurrà solo in un indiscriminato abbassamento di diritti e tutele? Perché piuttosto dopo l’applicazione dei vaucher per le vedemmie non si è fatto un punto su questa esperienza estendendone la sperimentazione?

Parlate di internazionalizzazione e di promozione, ma non spendete una parola su una creatura tutta vostra: Buonitalia. Che fine ha fatto, la conserverete? Pensate che prima o poi debba relazionarsi con le Regioni, con l’ICE, con le imprese????? Eppure a parole amate soffermarvi sul made in Italy che il nostro agroalimentare rappresenta.

Non citate mai i contratti di filiera, che pur sono stati importantissimi per modernizzare interi comparti. Non ho trovato una parola, un proposito teso ad incoraggiare la crescita dimensionale delle nostre micro imprese e la loro organizzazione, nostro vero vulnus.

Poi una vera perla, le scelte che fate sullIstituto di Fauna Selvatica che intendete annullare e inserire dentro alla fantomatica nuova agenzia ambientale!

Ci avete provato con il provvedimento sui rifiuti, poi le differenze anche interne alla vostra maggioranza vi hanno consigliato il ritiro ..e adesso tornate all’attacco. Ma cosa hanno  a che fare la programmazione dell’attività venatoria, la riproduzione e la conservazione delle specie animali…con  acqua, rifiuti, aria??? Certo in materia anche il precedente Ministro dell’Ambiente aveva compiuto errori che certo voi non correggete, ma peggiorate.  Noi chiediamo che quell’Istituto per le sue peculiarità tecnico scientifiche vada ricollocato nella posizione super partesi che gli è congeniale, e cioè sotto la Presidenza del Consiglio dei Ministri, e sappiamo che questa non è solo la nostra posizione, ma quella di buona parte anche della maggioranza.
Potrei continuare, ma non lo faccio.

Dopo aver assistito all’audizione che la Comm Agricoltura ha svolto con le organizzazioni agricole, i sindacati, le cooperative, se confronto le esigenze e le analisi da loro svolte, e le vostre risposte, non posso che consolidare una profonda convinzione.  E’ il ministro Tremonti che decide anche per l’agricoltura, solo che non sa o non vuole sapere cosa essa è in Italia. Io consiglio vivamente e con garbo al Ministro, di lasciare per qualche ora la presitigiosa scrivania di Quintino Sella per visitare qualche azienda agricola italiana.

Scoprirebbe aziende che hanno fatto della multifunzionalità la propria reale mission, che producono energia, fanno agricoltura sociale, fanno trasformazione e vendita diretta, fanno export di tutto rispetto.
Queste aziende sono quelle che hanno,s econdo fonti Coldiretti, visto crescere il proprio pil dell’1,15 nel primo trimestre del 2008. Ma l’agricoltura Italiano ha anche registrato un meno 18% del reddito dei propri agricoltori, il calo più forte tra i paese Europei che invece in Francia, in Germania,  in Spagna, crescono. I nostri agricoltori sono quelli che stanno registranto un aumento del 6% dei costi di produzione.

Vede sottosegretario Vegas, riporti questi dati al Ministro Tremonti.
La nostra agricoltura non chiede né regalie, né assistenza, è quel comparto che produce Pil, ma anche ambiente, territorio, cibo e sicurezza alimentare.
Chiede supporto alla modernizzazione del sistema, ad una più forte organizzazione della filiera, alla crescita della dimensione di impresa, alla innovazione e alla ricerca, ricerca vera. Chiede di poter stare sul mercato con eguali regole in Italia e nel wto.

Voi non lo fate. Non siete su questa lunghezza d’onda.
Avete un’idea dell’agricoltura italiana vecchia e confusa. Vecchia e confusa.
Considerate questo comparto marginale e improduttivo. Sbagliate e guardate che non potrete continuare a lungo a dar la colpa all’Europa, perchè nel resto d’ Europa le cose vanno diversamente!!
Ho finito.
Consentitemi a quest’ora 10 secondi di leggerezza.
Caro Ministro Tremonti, oggi ho ascoltato stupefatta le sue parole e i suoi toni in difesa degli operai e contro banche, assicurazioni e petrolieri…che però non colpite sul serio.
Qualche gg fa ho letto sulla cronaca del cinema di un quotidiano che un regista americano sta girando un nuovo film su Robin Hood con un cast di tutto rispetto.  Non è una novità, certo, ma  la peculiarità è che il regista ha scelto di raccontare una storia diversa dal solito, in cui in realtà Robin Hood…è il cattivo, un bandito che non si occupa dei poveri, in ci il vero buono è lo sceriffo di Nottingham..
Solo allora ho davvero capito. Ho realizzato che ancora una volta il Ministro Tremonti aveva visto più in là di tutti noi: era a QUEL Robin Hood che si ispirava.
Ci perdoni Ministro!
Distratti dai banali problemi degli Italiani non avevamo capito!

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    2 commenti


    1. Ciao Susanna,
      ho letto soltanto adesso il tuo intervento.
      Mi è piaciuto. Puntuale, ben argomentato e informato, a tratti (giustamente) provocatorio!
      Credo che soprattutto nel campo dell’agricoltura così come quello dell’energia l’attuale maggioranza stia dimostrando tutta la sua approssimazione: molti annunci, molti spot, ma poche idee. Prendiamo il caso del nucleare, l’assenza di “Kyoto” dal Dpef, la mobilità, l’eliminazione dell’obbligo della certificazione energetica nella compravendita di immobili….

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    2. Sono daccordo con te caro Andrea,
      approssimazione, frasi ad effetto, slogans. Nessuna riflessione seria approfondita su quanto sta accadendo nel mondo, ma anche fuori dalla porta di casa di ognuno di noi, spero di cuore che gli Italiani comprendano tutto questo. Spero che il nostro Partito riesca a veicolare nel paese che dietro agli annunci ci stanno decisioni ben più gravi.
      Susanna

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